«Un manifesto per rilanciare l’hub» Pressing delle imprese sul governo

Tagli ai voli, imprenditori e istituzioni dicono no ai piani Air France: «Lo scalo è una risorsa, va valorizzato». Chiesti moratoria e tutela dell’occupazione

«Metteremo gli elefanti sulle piste» promette l’assessore lombardo alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo. «Scenderemo a protestare in piazza domenica 17 febbraio», aggiunge, fuor di metafora, l’esponente della Lega Nord, Marco Reguzzoni. Tutti i mezzi possibili saranno utilizzati per impedire l’attuazione del piano Air France su Malpensa e il taglio dei voli da aprile. Gli imprenditori dicono no con una manifesto promosso dalla Camera di Commercio di Milano e intitolato «Per la valorizzazione di Malpensa, risorsa per lo sviluppo del Paese». Sono sei le richieste al Governo. A motivarle una serie infinita di calcoli sulle perdite e percentuali sul potenziale economico del Nord. Punto numero uno: la moratoria. Punto numero due: liberalizzare almeno in parte il mercato per trovare un sostituto della compagnia di bandiera che faccia di Malpensa il suo hub. Punto numero tre: difendere i posti di lavoro generati dall’aeroporto. La prima firma è quella di Regione, Provincia e Comune di Milano. Oltre alla Camera di Commercio, hanno aderito anche Confindustria, Assolombarda altre associazioni di categoria, la Compagnia delle Opere, associazioni di consumatori e anche il movimento italiano casalinghe. «Solo quando le strade della condivisione non saranno davvero più percorribili - spiega il presidente della Camera di Commercio di Milano, Carlo Sangalli - allora sarà necessario scegliere una via alternativa per assicurare a questo Paese una delle poche reali porte sul mondo e sul futuro».
Marco Tronchetti Provera, in rappresentanza degli imprenditori, parla di «una situazione imbarazzante, con una compagnia che rinnova la flotta di appena tre aerei all’anno. Alitalia - sostiene il presidente di Pirelli - è un brand italiano e i danni di immagine che stiamo subendo anche all’estero sono molto gravi. Riportiamo a Malpensa quel traffico che Malpensa merita». Idem Diana Bracco, presidente di Assolombarda, che definisce il tutto «kafkiano» poiché da una parte c’è un’esigenza di crescita e un Nord iper produttivo e dall'altra il ridimensionamento di un aeroporto strategico. Gianfredo Comazzi, presidente del Comitato Malpensa è per la creazione «di una lobby di territorio al di là degli schieramenti politici». A favore del documento anche i sindacati, che parlano per voce di Fulvio Giacomassi, segretario generale della Cisl di Milano: «Le scelte in corso hanno una forte ricaduta sui lavoratori che noi difendiamo. Chiediamo di riaprire i tavoli di concertazione». Carlo Valli, presidente della camera di Commercio di Monza e Brianza chiede l’attuazione di «un federalismo prima competitivo e poi solidale» per non affossare Malpensa.