IL MANIFESTO DELLA SIGNORA

La signora Berlusconi si è rivolta all’avvocato che sostenne la causa del padre di Eluana Englaro nella vicenda della morte assistita. Ha scelto cioè un avvocato di lotta su una questione che divise il Paese e contrappose tesi laiche a quelle cattoliche.
Sembra evidente che il divorzio sia un manifesto non solo politico ma culturale, a cui sono evidentemente annessi risvolti economici per la proprietà della famiglia Berlusconi. Fatta nel cuore della campagna elettorale la scelta del divorzio in forma conflittuale mostra chiaramente l’intenzione di nuocere anche politicamente al presidente del Consiglio.
Berlusconi ha un consenso più elevato nel mondo cattolico e nelle donne. Il manifesto della signora Berlusconi tende a elidere l’uno e l’altro. Presenta Berlusconi come l’esponente di un mondo in cui la donna deve essere disposta a diventare velina o, in ogni caso, a usare il sesso per ottenere un esito nella vita sociale. Ai cattolici presenta un uomo malato che deve essere consolato dalle minorenni per poter mantenere il suo equilibrio vitale. È l’attacco più grave giunto al presidente del Consiglio, l’uomo della storia d’Italia che ha ricevuto gli attacchi più radicali e, nonostante questi, ha ottenuto consenso.
Il caso Berlusconi è misterioso, perché nessuno ha mai avuto tanti attacchi a livello mondiale, è divenuto il volto dell’Italia nel mondo e, al tempo stesso, ha ottenuto un plebiscito nel proprio Paese. Vi è di più della politica nella storia di Berlusconi che è legata al suo carisma personale e ne fa una eccezione nel dissenso e nel consenso. Si compulseranno ora i sondaggi per sapere se l’elettorato di riferimento di Berlusconi, le donne e i cattolici, perderà la fiducia in lui e crederà all’accusa di lolitismo e velinismo e non sarà più attratto da quel misterioso «di più» che il suo carisma personale esercita.
Non crediamo che sia la sinistra ad avere influenza su questo fatto che esce fuori dalla sua portata; e nemmeno che oserà approfittarne, anche se la tentazione di fare del caso di Veronica Berlusconi un simbolo di battaglia, opposto ma simile, a quello di Eluana Englaro, è grande. Negherebbe la sua concezione del sesso facendo una battaglia politica per la sua moralità.
I costumi italiani del sesso non sono più cristiani e il mondo cattolico non fa più da tempo riferimento alla pratica sessuale degli uomini politici per orientare il suo consenso. Il paganesimo sessuale attuale è compatibile con il riconoscimento della funzione morale della Chiesa e del suo ruolo nel Paese, anche se la pratica è difforme dai principi cattolici. Era già così dai tempi democristiani, Filippo Ceccarelli ha descritto in un libro i loro costumi sessuali. E Berlusconi non ha mai nascosto il suo spirito galante, ha persino ostentato il suo libertinismo. Proprio il fascino che le donne esercitano su Berlusconi ha reso reale il suo incontro con il mondo femminile.
L’attacco politico si rivelerà quindi inefficace su quel piano; ma è vero che esso mira ad attaccare più gravemente della campagna di diffamazione mondiale compiuta contro di lui perché lo tocca nella sua realtà di uomo e di costruttore di un impero economico per la sua famiglia.
Berlusconi sente il ruolo della famiglia e questo è il suo tallone d’Achille che ora viene colpito nel più brutale e sottile dei modi.
Vi è più della sinistra in questo gioco. Vi sono forze che non sono né in favore della Chiesa cattolica né della dignità delle donne.

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