Il "Manifesto" di Vasco sull’Uomo Nuovo ateo e futurista

Sul blog di Satisfiction, il periodico dell’inarrestabile GianPaolo
Serino di cui Vasco è editore, ieri è apparso il testo di una canzone inedita che dovrebbe essere inclusa nel prossimo cd: "La cosa più semplice/ ancora più facile/ sarebbe quella di non esser mai nati"

«La cosa più semplice/ ancora più facile/ sarebbe quella di non esser mai nati». No, non sono versi atei e pessimisti di Leopardi, e neppure di un Woody Allen una sera da solo a New York. E’ Vasco Rossi, già. «Invece la vita arriva impetuosa/ ed è un miracolo che ogni giorno si rinnova». Sul blog di Satisfiction, il periodico dell’inarrestabile GianPaolo Serino di cui Vasco è editore («La prima rivista che rimborsa i libri consigliati»), ieri è apparso il testo di una canzone inedita, qualcosa sì di davvero sorprendente, che dovrebbe essere inclusa nel prossimo cd. Ha una forza disillusa eppure appassionata, si intitola Manifesto futurista della nuova umanità ed è la riflessione di chi si pensa solo e invece scopre di essere in compagnia della propria vita. «Ti prego perdonami se non ho più fede in te/ ti faccio presente che/ è stato difficile/ abituarsi a una vita sola e senza di Te». Un urlo, a dir il vero lancinante, di solitudine, una rigorosa osservazione del proprio stato d’animo e di quelle convinzioni che il fluire della vita, più che l’educazione, alla fine modifica. Per carità, come spiega lo stesso Vasco nelle note pubblicate dal sito (ormai è maestro di questa nuovissima forma di comunicazione trasversale tra musica, web e palchi), il Manifesto «nelle mie intenzioni è una provocazione... ironica: in sintesi è l’uomo nuovo, quello di oggi. Senza più “fede”: in un creatore...». E poi ancora: «La vita quindi è un caso, non un dono. Bisogna accettarne il peso e la responsabilità... e, senza bisogno di “potenze superiori”, e rispettarla fino a quando essa rispetta noi». E in fondo, in questa sospirata reciprocità esistenziale, c’è molto di quel Vasco che lentamente, passo dopo passo, botta o successo che fosse, ha raggiunto un equilibrio molto più ispirato di quanto lui stesso ammetterebbe. «Ti faccio presente che/ ho quasi finito anche la pazienza che ho con me». Una sorpresa, il segno di una estenuante trattativa con se stesso. «Ho fatto un patto sai/ con le mie emozioni/ le lascio vivere/ e loro non mi fanno fuori». Il compromesso, infine, che solo uno come Vasco, tosto e poeta, avrebbe potuto spiegare così.