Da Manila alla Casa Bianca

Leandro Aragoncillo sapeva tutto. In tre anni in un ufficio della Casa Bianca, ha consultato un milione di pagine: rapporti segreti, planimetrie, discorsi, dossier. Lavorava nel Servizio segreto di Dick Cheney. Sapeva anche quale fosse il vino preferito del vicepresidente. Gentile e cordiale. In uniforme da marine. Poi se l’è tolta ed è passato all’Fbi. Era un traditore. Ha ammesso di aver scaricato i documenti segreti dal computer dell'Fbi dove lavorava per inviarli, allegati a messaggi e-mail, a esponenti della opposizione nelle Filippine. Perché lui, anche se ha il passaporto Usa, si sente ancora filippino e avrebbe voluto cambiare i vertici del suo Paese. La scoperta della attività illegale dell'ex-marine è diventata pubblica proprio nel giorno in cui un’altra spia, stavolta un analista del Pentagono, ha ammesso di avere trasmesso informazioni segrete a Israele, tramite funzionari di gruppi pro-Israele impegnati in azioni di lobby a Washington.
Aragoncillo ha parlato. E alla Casa Bianca è calato il gelo. L’uomo ha confessato di aver rubato molto e di aver recapitato tutto. Altri documenti sarebbero stati inviati, allegati a messaggi e-mail, ad almeno tre esponenti dell’opposizione nelle Filippine. Tra i documenti anche un ampio dossier sul presidente delle Filippine Gloria Macapagal Arroyo.