Manila, i bambini sono liberi I sequestratori si arrendono

Manila - È finita bene. Dopo otto ore i 32 bambini e i due insegnanti sono liberi. Il direttore dell'asilo Armando Jun Ducat e il suo vice si sono arresi. Lo avevano promesso e hanno rispettato gli accordi con la polizia.

Le ragioni di Ducat Il direttore della scuola di Manila aveva chiesto la gratuità di alloggio e di insegnamento per un gruppo di 145 bambini dell'asilo "Musmos", in un quartiere degradato della capitale filippina. "Mi scuso per questo passo difficile - ha detto - chiedo perdono, ma io amo questi bambini ed è per questo che sono qui". L'obiettivo, ha spiegato, "è aprire gli occhi dei filippini davanti alla realtà politica. C'è così tanta corruzione nel paese. Non fate affidamento sui politici per il vostro futuro. Nessun altro può aiutarvi se non voi stessi".

Il sequestro Ducat, con la complicità di un collega, ha caricato 32 bambini e due maestre su un pulmino, partendo per quella che doveva essere una gita in campagna a Tagaytay, a sud della capitale. Ha invece deciso di bloccare il veicolo davanti al municipio di Manila e di chiarire quali fossero le sue intenzioni. Inizialmente su un foglio posto sul parabrezza del bus era stato scritto: "Abbiamo 32 bambini e due insegnati in ostaggio. Siamo armati di due granate, un fucile d'assalto Uzi e pistole calibro 45". Alle 19 ora locale, le 13 in Italia, come aveva promesso durante le trattative, il direttore ha lasciato scendere a uno a uno i suoi allievi, non prima di averli baciati sulla fronte, e le maestre. Poi ha consegnato agli agenti le armi che aveva e si è lasciato trascinare via insieme con il suo complice. Risolutivo è stato l'intervento di un senatore filippino, Ramon Ravilla, che conosce uno dei rapitori.

I precedenti Jun Ducat non è nuovo a queste iniziative. Nel 1987 a Manila aveva preso in ostaggio due preti cattolici per una disputa immobiliare.