Manila, l'esercito non ferma la caccia ai rapitori dei volontari

Si cerca la base degli integralisti di Abu Sayyaf nell'isola di Jolo. L’italiano Eugenio Vagni, lo svizzero Andreas Notter e la filippina Mary Jean Lacaba sono stati sequestrati giovedì scorsonei pressi di un carcere che stavano ispezionando

Manila - Le forze di sicurezza filippine non interromperanno le ricerche dei tre funzionari della Croce Rossa sequestrati giovedì scorso - tra loro l’italiano Eugenio Vagni - ignorando così una richiesta del gruppo armato che li tiene prigionieri. Lo rende noto il capo delle forze armate. Da cinque giorni viene perlustrato l’interno dell’isola di Jolo, dove si ritiene che i rapiti siano in ostaggio di Abu Sayyaf, gruppo integralista islamico con legami con al Qaida che compie sequestri a scopo di riscatto.

«Se allentiamo la pressione daremo più libertà d’azione ai rapitori», ha detto ai giornalisti il generale Alexander Yano, rispondendo alla notizia che i sequestratori hanno chiesto la fine delle operazioni tramite un messaggio riferito dai tre rapiti, che sono in contatto telefonico con la Croce Rossa a Manila. La stessa Croce Rossa ha fatto sapere che non ci sono contatti con i rapiti da 36 ore e che da venerdì scorso ci sono stati cinque contatti telefonici. «Speriamo ancora che i nostri colleghi possano ricongiungersi presto con i propri familiari amici», ha detto il capo della Croce Rossa nell’Asia del Pacifico Alain Aeschlimann, aggiungendo che «la nostra maggiore preoccupazione è assicurare la loro incolumità e che siano liberati, senza condizioni, il prima possibile».

L’italiano Eugenio Vagni, lo svizzero Andreas Notter e la filippina Mary Jean Lacaba sono stati rapiti giovedì scorso da un gruppo armato nei pressi di un carcere che stavano ispezionando.