Manin, ore 18: borsa sospetta Ma è meglio far finta di niente

«Prima di tutto, niente panico»: è questo, si sa, il primo comandamento del manuale del buon soccorritore. In Comune devono averlo letto e assimilato benissimo. Fin troppo. Tanto che ieri pomeriggio, alla vista di una valigetta sospetta abbandonata in piazza Manin, chi è intervenuto ha fatto di tutto e di più per seguire la «libretta» ed evitare il panico. Al punto da far finta di niente. E così, mentre gli artificieri, gli esperti, i responsabili delle forze dell’ordine si muovevano con circospezione intorno all’oscuro oggetto del turbamento, ai margini la vita scorreva come se niente fosse: nessuno che pensasse di fermare il traffico, dirottare i pedoni, far chiudere i negozi o, almeno, invitare, cortesemente ma fermamente, la Luigina a proseguire il colloquio con la Marisa (argomento: la colite del figlio) in altra sede che non fosse il marciapiede a venti metri dal potenziale esplosivo. D’accordo, è andata bene, non era una bomba. Per questa volta ha avuto ragione la «libretta». Il buon senso, però, deve avere anticipato le ferie.