Mannini: «Non è la Sampdoria di allora»

Se non è un'ultima spiaggia, poco ci manca. La Sampdoria domani a Marassi è obbligata a battere l'Atalanta (ore 15, arbitro Giannoccaro di Lecce) per scacciare i venti di crisi. Il leit motiv non cambia: una squadra costruita per puntare all'Europa, adesso rischia la retrocessione in serie B. Proprio come dieci anni fa. Nessuno poteva immagine che - con gente come Montella e Ortega - la Samp potesse arrivare quart'ultima. Invece arrivò una clamorosa retrocessione. Oggi, sembra assurdo, i blucerchiati rischiano molto, anche con elementi del calibro di Cassano e Pazzini. Di quella Samp disgraziata (era la stagione 98-99) faceva parte anche Moreno Mannini, uno degli eroi dello scudetto. Mannini rifiuta le analogie tra la Samp di Mazzarri e quella di Spalletti. A proposito, all'epoca l'attuale mister romanista venne esonerato, per poi essere richiamato dopo l'infausta parentesi Platt-Veneri. Domani, se dovesse ancora fallire, anche il tecnico di San Vincenzo Livornese (pure lui toscano, guarda caso) rischia la panchina. «È sbagliato fare analogie tra questa e quella stagione - spiega Mannini - all'epoca ci furono un sacco di problemi di spogliatoio e di società. Non mi sembra sia il caso della Samp attuale. Mazzarri ha dimostrato di saper lavorare bene, è sbagliato metterlo in discussione». A proposito di emergenza in difesa, la Samp contro gli orobici conta di recuperare sia Accardi sia Campagnaro, anche se il condizionale è d'obbligo. Gastaldello e Delvecchio sono indisponibili. In attacco si rivedrà il tandem formato da Pazzini e Cassano.
Ma per una squadra in crisi, c'è n'è una che viaggia a mille: oggi a Viareggio (ore 15) la Primavera di Fulvio Pea affronta l'Inter nella semifinale della «Coppa Carnevale». Con una vittoria, Fiorillo e compagni possono entrare nella storia.