Mannino fa il bis: assolto pure dall'accusa di frode vinicola e truffa allo Stato

L'ex ministro democristiano era sotto inchiesta a Marsala (Trapani), per lui il pm aveva chiesto sei anni e quattro mesi. Nell'ottobre scorso il proscioglimento a Palermo dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa

Non era certo il processo più importante. Ma, comunque, si trattava di una pendenza con la giustizia che non gli faceva piacere. Un caso che gli aveva guastato la gioia per l'assoluzione, arrivata nell'ottobre scorso, dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Un caso che, come il primo, ora è arrivato a una soluzione positiva per l'ex ministro democristiano e deputato dell'Udc Calogero Mannino: il gup di Marsala (Trapani), infatti, lo ha assolto dalle accuse di associazione per delinquere finalizzata alla frode vinicola, truffa ai danni dello Stato, falso e minacce a pubblico ufficiale. Un'accusa comunque pesante per la quale il pm aveva chiesto la condanna a sei anni e quattro mesi. Si chiude dunque questo ennesimo capitolo giudiziario che ha visto protagonista, suo malgrado, l'ex minitro democristiano. Al centro di questa storia, l'azienda vinicola di Pantelleria Abraxas srl. A dare il «la» all'inchiesta la denuncia di un imprenditore vinicolo, Roberto Casano, che aveva denunciato un furto di vino dalla sua azienda. Doppio il filone di indagine: uno per frode in commercio, per la vendita di sostanze alimentari non genuine, appropriazione indebita, falso ideologico e truffa aggravata; l'altro per truffa ai danni dello Stato, in quanto per l'accusa la Abraxas avrebbe avuto indebitamente un finanziamento pubblico per la realizzazione, a Pantelleria, di un impianto per vini speciali. Accuse cui l'ex ministro, difeso dagli avvocati Marcello Montalbano e Grazia Volo, ha contrapposto in sede di giudizio perizie e accertamenti per dimostrare la genuinità dei suoi prodotti. Nel processo, celebrato col rito abbreviato in sede di udienza preliminare, sono stati assolti pure Nicola Centonze, Attilio Scienza, Giuseppe Fraggetta, Alfonso e Attilio Tripodi, l'amministratore unico della «Abraxas» Angelo Salmeri, l'enologo Luciano Parrinello, Francesco Lo Pinto e Pasquale Raia. Altri sette indagati, invece, sono stati rinviati a giudizio.