«Mannino, nessun patto con la mafia»

«Assoluta inconsistenza di alcuni elementi prospettati dall’accusa». «Manifesta vaghezza e genericità» nelle dichiarazioni dei pentiti. Sono due dei passaggi a motivazione della sentenza (del 22 ottobre scorso) che assolve l’ex ministro dell’Agricoltura, Calogero Mannino (nella foto), dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Così la seconda sezione della Corte d’Appello, dopo un rinvio delle sezioni unite della Corte di Cassazione, che avevano annullato una condanna a 5 anni e 4 mesi. «Evanescente, dunque insussistente, il presunto patto politico-mafioso stipulato da Mannino con Gioacchino Pennino e l’intera Cosa nostra».