La Mannoia sogna e fa sognare con Battisti e i Rokes

Esce domani l’album di cover che rilegge anche Zero e Cremonini. "Mi piacerebbe cantare con Morricone"

Bella forza fare l’interprete, ovvero cantare le canzoni degli altri, se si ha la voce elastica, fatta ora di pieghe metalliche ora di ombre vellutate, impreziosita da lampi di bizzosa emozionalità. Non è una notizia dire che Fiorella Mannoia prende i brani degli altri e li trasforma nel riflesso vocale della sua arte. Dopo Il movimento del dare (con brani scritti per lei da Ligabue, Battiato ecc) torna alle cover e riparte per un ping pong tra presente e passato, rileggendo pagine dei Negramaro come dei Rokes, di Cremonini come di Battisti (passando per il duetto con Noemi) in Ho imparato a sognare, con i sapori jazz di Stefano Di Battista e Fabrizio Bosso.

«Son felice di rifare le canzoni degli altri - dice l’artista - quelle che ho cantato nei miei concerti degli ultimi due anni e quelle che avrei scelto di cantare nei concerti a venire». Accanto a Le tue parole fanno male di Cremonini, C’è tempo di Fossati, Estate dei Negramaro (e a un dvd con il backstage e Sally di Vasco) la Mannoia fa rivivere E penso a te e Una giornata uggiosa di Battisti. «Finora son rimasta lontana da lui per pudore. Lui in Italia è stato quello che i Beatles hanno rappresentato nel mondo. Misurarmi con lui è stato un problema ma sono un’interprete e il risultato mi sembra buono». Buono come l’intensa evocazione di È la pioggia che va, inno dei Rokes di Shel Shapiro (versione italiana di un brano di Bob Lind) che ebbe un forte impatto sui giovani degli anni Sessanta. Così Fiorella lo dedica ai ragazzi perché «oggi sono cinici e disincantati. Tra l’altro anch’io che ho vissuto il beat avevo dimenticato questo pezzo. L’idea di ricantarlo è venuta a Renato Zero, che voleva farlo durante Corale per l’Abruzzo». Un cd che la cantante vive come «un divertimento adolescenziale», un’altra medaglia nel suo palmares, mentre già lavora al nuovo album di inediti (con brani di Ferro e Cremonini) e il sogno nel cassetto di suonare con un trio jazz e cantare all’Arena di Verona diretta da Ennio Morricone.