Una mano alla Samp? Su tre fronti, meglio sei

Potrebbe diventare il ballo dei portieri, partecipate al gioco anche voi: indovina il numero uno giusto? Luca Castellazzi, Antonio Mirante e Vincenzo Fiorillo: una corsa a tre, chi mette il naso prima degli altri sul traguardo vince una maglia da titolare. Castellazzi è tornato, il test con il Chiasso di una settimana fa a Bogliasco ha dato segnali confortanti. Il ragazzo è pronto, l'infortunio alla spalla ormai è nel cassetto dei ricordi da cancellare. È ancora presto per ipotizzare il suo rientro dal primo minuto, ma intanto domenica a Roma con la Lazio respirerà, di nuovo, il profumo di una partita ufficiale. La convocazione è scontata, partirà dalla panchina. Mirante, per il momento, resta saldamente sul ponte di comando, la porta blucerchiata è ancora sua. Con l'Inter ha fatto il suo dovere, sei in pagella e nessuna sbavatura tale da far pensare ad un ribaltone immediato nelle gerarchie dei portieri. E sicuramente il portiere, originario di Castellamare di Stabia, giocherà dall'inizio anche contro i lituani del Kaunas, nel match d'andata di Coppa Uefa che si disputerà giovedì al Luigi Ferraris. Le certezze sono questo, il resto, invece, è un mix di interrogativi. La società punta su entrambi: Castellazzi la scorsa estate ha rinnovato per altri due anni, mentre metà del cartellino di Mirante è stato acquistato dalla Juve con un investimento di un milione e mezzo di euro. Chiaro, il secondo è più giovane, in prospettiva offre più garanzie del compagno di reparto ma l'idea è quella di non «bruciare» nessuno dei due. Che potrebbe essere tradotto anche così: una competizione per uno e tutti contenti, un ragionamento che si potrebbe trasformare in realtà soltanto se la Samp approdasse al girone di Coppa Uefa. Senza dimenticare, però, il giovane Fiorillo: per lui si potrebbero aprire invece le porte della Samp per le gare di Coppa Italia. Intanto, per la formazione blucerchiata arrivano i complimenti di Luciano Moggi: «È in pole position per l'Uefa. Cassano? È la dimostrazione di come un giocatore possa modificare le prestazioni di una squadra», ha spiegato l'ex dirigente della Juve a Sussidiario.net.