Manovra, Alfano: "Dal Cav idee per migliorarla"

Al meeting di Rimini, il segretario politico del Pdl assicura che non verranno toccate le pensioni e che l'asse Pdl-Lega uscirà rafforzata dopo la manovra. Sullo sciopero generale indetto dalla Cgil: "E' uno sciopero ideologico contro Berlusconi e il nostro
governo"

Rimini - "Noi partiamo da una certezza: la manovra sarà approvata nei saldi previsti dal decreto perchè la dimensione quantitativa inalterata, il fatto di mantenere gli stessi numeri, ci rende credibili in Europa". È questo il messaggio che il segretario del Pdl manda dal Meeting di Comunione e liberazione di Rimini. "Ci sono tante ipotesi in campo - ha spiegato - e abbiamo un mese per trovare la soluzione migliore. Quindi posso già dire che al termine della manovra la coalizione tra noi e la Lega uscirà rafforzata e più solida". Il premier Silvio Berlusconi è al lavoro e ha già "idee importanti" per migliorare la manovra, ha assicurato il segretario del Pdl.

"Non abbiamo pregiudiziali nei confronti di nessuno, né della sinistra, né del Terzo polo e abbiamo le idee chiare su un punto: il confronto non deve essere ideologico". Angelino Alfano al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini ribatte a chi sostiene che il Pdl non voglia aprire al dialogo sulla manovra con gli altri soggetti politici e assicura che "noi partiamo da una certezza: la manovra sarà approvata nei saldi previsti dal decreto perché la dimensione quantitativa inalterata, il fatto di mantenere gli stessi numeri, ci rende credibili in Europa. Ci sono tante ipotesi in campo e abbiamo un mese per trovare la soluzione migliore. Quindi posso già dire che al termine della manovra la coalizione tra noi e la Lega uscirà rafforzata e più solida".

E a proposito del rapporto tra Pdl e Lega, giocato ultimamente sul tema delle pensioni, Alfano dice: "Sulle pensioni, voglio dire una parola chiara: coloro i quali hanno già una pensione, non la vedranno toccata. Noi siamo a difesa dei pensionati che hanno già una pensione. Quanto al dibattito sul sistema previdenziale, non vogliamo creare un conflitto generazionale fra padri e figli; vogliamo pensare al futuro dei giovani italiani, che hanno già difficoltà a trovare un lavoro e che si trovano ad essere precari. Vogliamo lavorare per assicurare loro una pensione e siamo convinti che su questo i padri siano accanto ai figli e non contro. Occorre costruire un grande patto per il futuro dei nostri giovani".

Infine una battuta sullo sciopero generale indetto dalla Cgil per il 6 settembre: "Non è uno sciopero per i lavoratori e per l’Italia, ma è uno sciopero ideologico contro Berlusconi e il nostro governo".