La manovra arriva in Senato: neanche un ligure si presenta in aula

C’è la manovra da esaminare, ma si sa nella settimana di Ferragosto anche i parlamentari vanno in vacanza. Così, ieri, in un’aula semideserta, il Senato in sei minuti ha incardinato il testo della manovra economica varata dal consiglio dei ministri il 13 agosto scorso. Il provvedimento è stato assegnato alle commissioni Affari costituzionali per i presupposti di costituzionalità e a quella di Bilancio in sede referente.
La Commissione Bilancio nei prossimi giorni riceverà i pareri delle Commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Finanze, Istruzione Pubblica, Lavori Pubblici, Industria, Lavoro, Ambiente e Politiche Comunitarie nonché della Commissione parlamentare per le questioni regionali, al fine di riferire all’Assemblea a partire da lunedì 5 settembre. La definizione ulteriore dell’iter del provvedimento sarà stabilita da una Conferenza dei Capigruppo, che sarà convocata dal Presidente Schifani la prossima settimana. Ieri erano presenti, oltre al sottosegretario del Pdl Alberto Giorgetti, appena undici senatori, nessuno ligure. Assente anche il presidente dell’Assemblea Renato Schifani: a presiedere la seduta c’era il democratico Vannino Citi. Denuncia Giacomo Santini del Pdl: «Io sono venuto da Trento e mi pento di essere in politica quando vedo cose di questo genere». In aula c’erano quattro senatori del Pdl (Santini, Barelli, Bonfrisco e Fantetti), tre del Pd (Bastico, Cosentino e Pegorer), due dell’Idv (Pedica e Li Gotti) e una senatrice del Terzo polo (Germontani). Alla seduta ha partecipato per il governo il sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti. La manovra «sarà modificabile ma a invarianza assoluta dei saldi». Immediatamente scoppiano dure polemiche. Ma il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri minimizza: «La seduta di ieri era un mero adempimento formale».