Manovra, aumento dell’Iva al 21%: c’è l’accordo Verso la modifica del contributo di solidarietà

Frenata sulla Robin tax estesa. Braccio di ferro tra Tremonti e il Cav. Confermata anche l’ipotesi di limitare il contributo di solidarietà ai redditi sopra i 200mila euro. Tra le altre ipotesi in campo: imposta intermedia da ritoccare al rialzo e "tassa sugli evasori"

Roma Un punto di Iva in più per l’aliquota superiore, che passerebbe dal 20 per cento al 21 per cento. In cambio la limitazione del contributo di solidarietà ai redditi sopra i 200mila euro e l’attenuazione dei tagli agli enti locali. E poi pensioni, con la soluzione semi-volontaria (uscita ritardata in cambio di assegni più pesanti) e via la sospensione della tredicesima per i pubblici dipendenti e modifiche all’articolo otto sulla contrattazione aziendale. Il fine settimana clou sta per iniziare e il maxiemendamento alla manovra di Ferragosto comincia a prendere forma. O meglio sono le richieste della maggioranza che hanno ormai contorni definiti, perché la parola definitiva si potrà dire solo all’inizio della prossima settimana, dopo il vertice Bossi Berlusconi.

La partita tra il premier e Giulio Tremonti sull’Iva, si dovrebbe risolvere con un aut aut di Berlusconi al ministro dell’Economia. L’imposta dovrebbe aumentare e su questo tutto il partito di maggioranza relativa si è trovato d’accordo. Di quanto è ancora da decidere; un punto per l’aliquota massima, ma forse anche per quella intermedia, lasciando ferma quella agevolata al 4%.
Dall’Iva dovrebbero entrare 4 miliardi da utilizzate, insieme a parte dei proventi della Robin Hood tax (due miliardi) per limitare i tagli agli enti locali.

E, per il resto, al nuovo contributo di solidarietà. Il premier vorrebbe ancora cancellarlo del tutto, ma ieri gli sforzi si concentravano su una limitazione ai redditi più alti. Dalle prime ipotesi di un prelievo del 5% per i redditi sopra i 120 mila euro, si è passati ad un contributo per le cifre sopra i 200 mila euro. Quindi per una percentuale minima di contribuenti. Possibile però che per questi redditi si faccia valere lo stesso trattamento che la manovra riserva ai parlamentari, cioè un’aliquota doppia, al 20%.
Sulla previdenza, le parole del ministro Roberto Calderoli al Meeting sono state interpretate come un’apertura di fatto, anche se ha chiesto di interventi solo sulle pensioni di chi non ha lavorato (invalidità civili e reversibilità). Ancora percorribile la ricetta che mirerebbe ad alzare l’età delle pensioni di anzianità, trovando una qualche forma di premio, per i pensionandi che restano al lavoro.
Sul fronte del lavoro pubblico, nonostante le pressioni dei sindacati, dovrebbe essere confermato l’allungamento dei tempi del Tfr (si incasserà a ventiquattro mesi dalla pensione). Mentre è già saltata la sospensione della tredicesima per i dipendenti pubblici degli uffici che non hanno centrato i risparmi.

Modifiche in vista anche per l’articolo 8, sulla contrattazione aziendale (si specifica che le trattative le fanno i sindacati maggiormente rappresentativi a livello nazionale). Frenata sull’allargamento della Robin Hood tax, che grava sui grandi gruppi energetici, anche alle telecomunicazioni (ipotesi che l’ad di Wind Ossama Bessada ha definito «inaccettabile»).
Non è scomparsa dal menu politico, nemmeno il condono fiscale, che alcuni parlamentari della maggioranza caldeggiano. A rilanciare il tema è stato, forse inconsapevolmente, il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli che ha parlato di una «tassa sugli evasori».