Manovra, Bersani: ecco le nostre condizioni Ma Bossi: non ho capito cosa vuole 

Sulla manovra il Pd è pronto a dare il suo contributo in Parlamento ma solo a due condizioni: il contributo di
solidarietà devono darlo gli evasori e ci deve essere nella manovra qualche
cosa di strutturale per l'equità fiscale e per la crescita e il lavoro. Anche dentro il Pdl c'è qualche malumore. Il deputato Pdl Martino: "Manovra inaccettabile" 

Milano - Aperto a dare il suo contributo ma a due condizioni. La posizione del Pd sulla manovra anti crisi espressa dal suo leader Pierluigi Bersani è questa. "Visto che il decreto sulla manovra è stato approvato all'unanimità dal Consiglio dei ministri viene da chiedersi: in Cdm c'erano le controfigure? Possibile che dopo poche ore la manovra non sia più figlia di nessuno? La verità è che un governo di sopravvissuti può solo scrivere le sue decisioni sulla sabbia". "Berlusconi - prosegue Bersani - dice adesso che sta riflettendo. Sappia dunque che se governo e maggioranza vogliono davvero discutere con noi in parlamento, dovranno tenere conto di due condizioni: questa volta il contributo di solidarietà devono darlo gli evasori; questa volta ci deve essere nella manovra qualche cosa di strutturale per l'equità fiscale e per la crescita e il lavoro. Se non c'è questo, faranno da soli e con una opposizione che si farà sentire".

Bossi: non ho capito cosa vuole Bersani Umberto Bossi dice di non aver ancora capito che cosa voglia il segretario del Pd Pier Luigi Bersani a proposito della manovra. Interpellato in proposito dai giornalisti all’hotel Mirella di Ponte di Legno, il leader della Lega ha risposto: "Bersani non ho capito cosa vuole, lo capirò quando gli parlerò a Roma, se lo vedo gli parlo". Ma Bersani le sta simpatico? "No - ha riso Bossi - sono io che sto simpatico a lui".

Martino: manovra inaccettabile Non solo Bersani, ma anche all'interno del Pdl c'è qualcuno a cui la manovra non è andata giù. Quel qualcuno è il deputato Antonio Martino il quale ha definito la manovra "inaccettabile" aggiungendo che deve essere "radicalmente modificata" nei suoi passaggi parlamentari. Martino ha poi sottolineato come Berlusconi si sia "sempre presentato in campagna elettorale promettendo di ridurre le tasse e di rilanciare la produttività" del Paese. Questa manovra, secondo Martino aumenta le tasse e non risolve il problema della crescita. "Per ridurre davvero la spesa pubblica -conclude l’ex ministro- bisogna fare le riforme".