Manovra-bis, l’allarme della Cdl: è una stangata per il ceto medio

Cicchitto: «La vera linea della sinistra è quella di aumentare le tasse sui risparmi dei cittadini». Storace: «Da D’Alema primo siluro ai lavoratori»

Massimiliano Scafi

da Roma

Tasse, tasse e ancora tasse. «Sono dei vampiri - tuona Roberto Calderoli - aspettano solo il referendum prima di affondare i canini». «Sono dei demagoghi - incalza Fabrizio Cicchitto - dicono di voler colpire la grande rendita di capitale, ma in realtà tartasseranno specialmente il ceto medio». La Cdl riparte alla guerra del fisco: l’unica strada che l’Unione batterà per riportare in ordine i conti pubblici, sostiene il centrodestra, sarà quella dei prelievi. Altro che rigore. «Il governo Prodi - afferma Isabella Bertolini - ha resuscitato la prima Repubblica. È l’esecutivo più affollato nella storia d’Italia, con esercizi pletorici di sottosegretari inutili. Uno spettacolo indegno, un’indecenza. Il Professore è già riuscito a prendersi una bacchettata dal presidente della Confindustria Luca di Montezemolo».
Dunque le tasse, un tema impopolare per tutti e per la sinistra da sempre particolarmente scivoloso. Un argomento che nelle ultime settimane della campagna elettorale ha consentito a Silvio Berlusconi di risalire molte posizioni e di recuperare consensi. Una questione che, dopo alcune frasi di Visco, le anticipazioni sulla manovra-bis e quanto ha detto Massimo D’Alema a Santa Margherita, l’opposizione ha evidentemente deciso di cavalcare di nuovo. Basta sentire il vice-coordinatore di Forza Italia Cicchitto: «Sul terreno della politica economica la vera linea del centrosinistra è quella di aumentare sempre e comunque la pressione fiscale sul risparmio degli italiani, che D’Alema presenta in termini ideologici demonizzando la cosiddetta rendita finanziaria. In sostanza gli italiani devono attendersi una stangata che verrà concentrata soprattutto sul ceto medio perché è evidente che solo in questo modo verranno recuperate risorse significative. La grande rendita? Solo demagogia per coprire l’intera operazione». O anche ascoltare il leghista Calderoli, ex ministro delle Riforme: «D’Alema e soci per ora si sono limitati a concimare per far crescere grassa e rigogliosa la pianta delle tasse».
Maurizio Gasparri ha coniato due nuovi slogan per il governo. «Il primo - dice - potrebbe essere “più tasse a voi più poltrone a noi”, perché questa è la politica che il governo sta facendo. Il secondo? “Poltrone & poltrone”. A fronte di questa spartizione partitocratica e certamente antitetica a quella riduzione dei costi della politica di cui Prodi ha blaterato, il popolo degli elettori di centrodestra farà sì che al referendum ci si mobiliti per il sì alla nuova Costituzione per avere istituzioni più snelle, un minor numero di parlamentari, un governo più autorevole ed efficiente». E per Francesco Storace, «il primo siluro di D’Alema è per i lavoratori». «Affermare la selettività del taglio del cuneo fiscale - spiega - significa delle due l’una: o il taglio riguarda solo le imprese e alcune imprese; oppure, e sarebbe più grave, il vantaggio sulle buste paga riguarderebbe solo i lavoratori delle aziende più forti a danno dei dipendenti di quelle più deboli. Si tratta in sostanza di un disgustoso annuncio antisociale e anticostituzionale».
E mentre Sandro Bondi parla di «governo inconsistente», secondo Giorgio La Malfa, «a poche settimane dalla sua formazione, si sta già diffondendo un giudizio negativo sull’esecutivo Prodi, come evidenzia l’articolo di Eugenio Scalfari». Voti bassi, afferma il presidente del Pri, i particolare «sullo sviluppo economico e sulla politica internazionale». «Il governo - conclude il segretario della Dc Gianfranco Rotondi - è in pieno stato confusionale. Sull’Irak c’è una diversità di opinioni anche profonda tra le forze politiche del centrosinistra, così come sulla stangata che si appresta a preparare ai danni dei cittadini. Un mix esplosivo di contraddizioni che prima o poi non potrà più essere mascherato».