Manovra, c'è lo scudo fiscale. Pd-Idv: condono Pensioni, rivoluzione: anche le donne a 65 anni

Dl anticrisi: aliquota
del 5% <span class="txt12">per chi fa rientrare i capitali dall'estero</span>. <strong><a href="/a.pic1?ID=366815">La sinistra</a></strong>: &quot;Ostruzionismo&quot;. I relatori: &quot;Non si estinguono i reati&quot; Rivista la tassazione delle plusvalenze da riserve auree. <strong><a href="/a.pic1?ID=366805">Approvato il Dpef</a></strong>: &quot;Crisi attenuata&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=366821">Mini-stretta sulle pensioni</a></strong>: arriva la finestra mobile 

Roma - Arriva lo scudo fiscale. Aliquota complessiva del 5%, applicazione sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008 o rimpatriate e regolarizzate a partire dal 15 ottobre prossimo e fino al 15 aprile 2010. Sono due degli aspetti principali dell’emendamento sullo scudo fiscale presentato dai relatori Chiara Moroni e Maurizio Fugatti al decreto legge anticrisi in discussione presso le commissioni bilancio e finanze della camera. Immediate le polemiche dell'opposizione che spingono i due relatori a correggere il tiro: "Lo scudo non estingue i reati".

Lo scudo fiscale I relatori delle commissioni Finanze e Bilancio della Camera, hanno presentato un emendamento al dl manovra. Nel testo non si fa, tuttavia, riferimento esplicito all’aliquota del 5% ma si riporta la formula di tassazione: "L’imposta si applica su un rendimento lordo presunto - si legge nelle relazione tecnica - in ragione del 2% annuo per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione e con un aliquota sintetica del 50% per anno comprensiva di interessi e sanzioni". L’imposta, si legge ancora, "si applica sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute almeno fino al 31 dicembre 2008 e rimpatriate ovvero regolarizzate a partire dal 15 ottobre 2009 e fino al 15 aprile 2010".

L'imposta straordinaria La norma, si legge nella relazione tecnica, "prevede l’istituzione di un’imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute fuori del territorio dello Stato a condizione che le stesse siano rimpatriate in Italia da paesi extra europei, nonché regolarizzate, ovvero rimpatriate, perché in essere in paesi dell’Unione europea e in paesi aderenti allo spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa". "Per quanto riguarda le valutazioni sul gettito - si legge ancora - non si ascrivono per ora effetti finanziari per l’assoluta imprevedibilità del numero dei soggetti interessati che potrebbero aderire all’iniziativa e conseguentemente della quota delle attività finanziarie e patrimoniali oggetto di rimpatrio e regolarizzazione e dell’indeterminabilità della effettiva distribuzione temporale dell’eventuale gettito tra il 2009 e il 2010". 

Non si estinguono i reati Nessun reato potrà più beneficiare dello scudo fiscale. Dopo le polemiche i relatori del decreto anti-crisi correggono il tiro e modificano l’emendamento presentato stamattina al decreto nel quale, invece, venivano beneficiati reati come il falso in bilancio, il riciclaggio, la ricettazione e la bancarotta. Nella nuova versione nessun reato potrà più essere "salvato" ad eccezione della dichiarazione infedele e dell’omessa dichiarazione.

Patto di stabilità e tassa sull'oro Tra le novità dell'emendamento, oltre allo scudo fiscale, anche le misure di allentamento del patto di stabilità interno per favorire gli investimenti degli enti locali virtuosi e la revisione della misura per la tassazione delle plusvalenze da riserve auree. L’aliquota in questo secondo caso passa dal 6 all’1%. "Per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge - si legge nell’emendamento - le plusvalenze iscritte in bilancio derivanti dalla valutazione ai corsi di fine esercizio delle disponibilità in metalli preziosi per uso non industriale anche se depositate presso terzi o risultanti da conti bancari disponibili escluse quelle conferite in adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza alle comunità europee, sono assoggettate a tassazione separatamente dall’imponibile complessivo mediante applicazione sostitutiva delle imposte sui redditi e relative addizionali nonché dell’imposta regionale sulle attività produttive con l’aliquota dell’1%".

L'opposizione della Bce La riforma sulle plusvalenze dell'oro non piace alla Bce che chiede , infatti, di riconsiderarla. L'istituto centrale europeo esprime "preoccupazioni" con riferimento alla "indipendenza istituzionale e finanziaria della Banca d’Italia" la cui "posizione finanziaria risulterebbe indebolita" tanto da "pregiudicare la sua indipendenza istituzionale". Nel parere la Bce rileva di aver ricevuto la lettera da Roma il 26 giugno, lo stesso giorno dell’approvazione della norma nel decreto anticrisi varato dal consiglio dei ministri. La Bce ricorda che c’è "l’obbligo di consultare" l'istituto centrale sulle disposizioni legislative che riguardano le banche centrali nazionali. Su quest’obbligo, si osserva, non incide il fatto che l’articolo del decreto "individui i propri destinatari in termini generali". Nel merito dell’articolo di legge si ritiene "non sia chiaro e che esso desti preoccupazione dal punto della sua conformità con il diritto comunitario". Le norme a contenuto fiscale, aggiunge francoforte, come quella del decreto "darebbero luogo a trasferimenti di talune risorse finanziarie dalla banca d’italia al bilancio dello stato. Qualsiasi trasferimento di risorse finanziarie da una banca centrale nazionale in favore del bilancio di uno stato membro, sia nella forma di distribuzione di profitti che in ogni altra forma equivalente, deve essere effettuato nell’osservanza dei limiti imposti al riguardo dal trattato Ue, in particolare il principio di indipendenza della banca centrale ai sensi dell’articolo 108 e il divieto di finanziamento monetario ai sensi dell’articolo 101".