Manovra, ci sono anche i tagli ai ministeri

Stretta da 30 miliardi di euro. Controlli sui falsi invalidi: al via 200mila verifiche tra gli aventi diritto all’assegno. Lotta all'evasione: dal prossimo anno scatteranno oltre 110mila accertamenti in più

da Roma

«Conterrà un centinaio di articoli» il decreto legge sulla manovra, aveva detto Giulio Tremonti. Sono 84. Giorgio Napolitano l’ha firmato ieri, avvertendo sui rischi «di un serio ingorgo nell’attività del Parlamento». Oggi entreranno in vigore misure come quella che obbliga a scaricare da Internet i libri di testo, la riduzione del 50% della spesa per relazioni ministeriali (per risparmiare carta), l’aumento di 90 milioni per le missioni militari.
È una legge finanziaria spalmata (e definita nei dettagli) per il prossimo triennio. Con una lotta senza quartiere agli sprechi, duplicazioni, sperperi di spesa pubblica. Proprio quello che chiede la Commissione Ue: l’Italia deve ridurre la spesa pubblica. Che ha precisato: non è chiaro come l’Italia arrivi al pareggio di bilancio, ma il piano Tremonti non lo conosciamo. E nel 2009 scatteranno 200mila accertamenti per verificare se chi riceve la pensione di invalidità ne ha veramente diritto.
Il ministro dell’Economia (e i suoi colleghi, Brunetta e Scajola su tutti; ma anche Matteoli e Calderoli) hanno passato al setaccio la pubblica amministrazione. Risultato: tagli di spesa per 8,135 miliardi nel 2009, 8,529 nel 2010, 15,211 nel 2011. Nel complesso, i risparmi di spesa viaggeranno intorno ai 30 miliardi. E a fare i maggiori «sacrifici» è proprio il ministero dell’Economia, che lascerà sul campo nel 2009 quasi 2,9 miliardi, 3,158 nel 2010, 5,744 nel 2011. Lo segue a ruota quello dello Sviluppo economico, che nel 2009 dovrà rinunciare a 2,167 miliardi; mentre le Infrastrutture dovranno rinunciare a 501 milioni (in compenso viene ripristinato il Fondo per il trasporto).
Il decreto legge della manovra, però, dev’essere letto con le tabelle del Dpef accanto. I tagli di spesa, in realtà, sono un rallentamento della tendenza spontanea della spesa pubblica. Vale a dire che a fronte di una crescita del 2,5% (prevista secondo le leggi attualmente in vigore), ne viene stimata una dell’1,7%. Al tempo stesso viene favorita una riduzione del deficit al 2 per cento nel 2009 anche grazie alla previsione di crescita nominale del pil del 3%. Insomma, l’inflazione e il pil reale gonfiano il dato del prodotto interno lordo programmato, ma non le spese. Con relativa discesa del deficit.
Nelle 80 pagine del decreto legge c’è la manovra «approvata in 9 minuti». Per esempio, tutte le amministrazioni (ad eccezione di quelle militari, di pronto soccorso e delle forze dell’ordine) sono autorizzate a prelevare mensilmente dalla Tesoreria dello Stato (una specie di bancomat pubblico) solo «un dodicesimo» delle spettanze. Vale a dire che Tremonti introduce lo stesso criterio previsto dall’esercizio provvisorio (a cui si ricorre se una legge finanziaria non viene approvata entro il 31 dicembre); ma non lo applica per 4 mesi (come previsto dall’esercizio provvisorio) ma sull’intero anno.
E ancora. Entro breve tempo dovrà essere completato il censimento del patrimonio pubblico degli enti locali. In tal modo sarà possibile procedere alla vendita di quello non funzionale. Scatterà poi dal 1° gennaio del prossimo anno l’eliminazione del cumulo fra reddito da lavoro e pensione. Così come sempre dal 2009 sarà favorito l’esodo dei dipendenti pubblici: chi ha 35 anni di contributi potrà andare a casa e ricevere il 50% dello stipendio. Che sale al 70% se si impegna nel volontariato.
Come anticipato, il decreto legge sulla manovra prevede anche il ritorno dell’Italia verso l’energia nucleare, la possibilità di creare «un’azienda in un giorno» e maggiore elasticità nel mercato del lavoro.
Il capitolo fiscale è limitato all’introduzione di misure di rafforzamento della lotta all’evasione fiscale (viene previsto per legge lo scambio di informazione fra Agenzia delle Entrate e comuni e 110mila accertamenti fiscali in più entro il 2011) ed alla Robin Hood tax. Con la tassa su compagnie petrolifere, banche e assicurazioni verrà finanziato un fondo che provvederà a dare copertura alla carta prepagata a favore dei pensionati al minimo.