«La manovra costerà 251 euro a ogni famiglia»

Roma. «Se il Senato non cambia la Finanziaria, le famiglie italiane subiranno una stangata complessiva di 5,5 miliardi di euro, con un aggravio di 251 euro a famiglia». A fare i conti delle ripercussioni della manovra sulle tasche degli italiani è l'Adusbef, che ha stilato un elenco delle principali voci di costo a carico dei cittadini. Per l'associazione dei consumatori la manovra da 35 miliardi di euro, «anche se ha perso per strada alcuni iniqui balzelli, come la tassa di soggiorno, continua a contenere più ombre, che luci». Ad esempio, il taglio del 5% del cuneo fiscale «che doveva nella prima stesura della manovra andare direttamente in busta paga, senza essere spalmato nella riforma Irpef, è stato annacquato nelle nuove aliquote, senza che il governo abbia avuto il necessario coraggio per gravare di 2 punti in più, dal 43 al 45% i redditi superiori a 150.000 euro». Adusbef, pur apprezzando misure come il ripristino del 5 per mille a favore del volontariato, la norma «antifurbetti» che aumenta al 22% l'aliquota da applicare alle plusvalenze da compravendita di immobili, i tagli ai ministeri e l'accesso alle spiagge, rileva tuttavia che «restano troppe ombre» nella Finanziaria. A cominciare dall'aumento del bollo, per le auto e le moto. «Un provvedimento - afferma il presidente Elio Lannutti - punitivo soprattutto per i meno abbienti i cui redditi non consentono di cambiare auto ben funzionanti come euro 3 ancora vendute oggi». Male anche i rincari dei ticket del pronto soccorso, la detrazione del 20% sul prezzo pagato per i frigoriferi nuovi a elevato risparmio energetico e le tv con sintonizzatore digitale, una vera norma a favore di imprese “amiche” già beneficiate dal cuneo fiscale».