Manovra, i governatori: "Ridaremo le deleghe" Ma Berlusconi rilancia: "Pronto a incontrarli"

Fronte compatto delle Regioni contro la Finanziaria, Errani: "Necessario riequilibrio". Formigoni: "Pronti a ridare le deleghe". Il premier apre: "Modifiche alla manovra". Bonaiuti: "Ha detto solo che li incontrerà"

Roma - E' necessario riaprire il confronto sulla manovra. Questa la richiesta contenuta in una lettera inviata al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, dai presidenti della Regione Lazio Renata Polverini, della Campania Stefano Caldoro, della Calabria Giuseppe Scopelliti, del Molise Michele Iorio, e dell’Abruzzo Giovanni Chiodi. Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, assicura che "il fronte è compatto", mentre il governatore lombardo, Roberto Formigoni, fa sapere che le Regioni sono "pronte a restituire le deleghe". E da San Paolo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, assicura che il governo "rivedrà la finanziaria". Poi la smenita di Bonaiuti: "Ha detto solo che incontrerà i governatori".

L'affondo delle Regioni I governatori sollecitano un tavolo di confronto ritenendo "quanto mai opportuno ripristinare un dialogo costruttivo non solo in merito alla grave crisi che attanaglia il Paese, ma anche tenendo conto delle specifiche condizioni di svantaggio in cui versano alcune Regioni". Con questa lettera i presidenti chiedono attenzione "in considerazione delle pesanti e gravi eredità lasciate ai rispettivi territori dalle passate amministrazioni, che già li penalizzano, e a cui si sta facendo fronte con concrete azioni di risanamento". Sono anche queste le questioni sulle quali i presidenti vogliono confrontarsi con il ministro Tremonti per verificare insieme le soluzioni migliori. Ieri la presidente del Lazio Polverini aveva incontrato a Napoli il collega della Campania Caldoro, un incontro sui temi della manovra che lascerebbe prefigurare secondo qualcuno un asse tra le due Regioni. Polverini, in particolare, sarebbe uno dei governatori più convinti della necessità di ripartire dal confronto ma sottolineando nel contempo la situazione di partenza dei singoli enti.

L'avvertimento alle Regioni "Abbiamo messo gli occhi dentro l’amministrazione dello Stato, le regioni, le province e i comuni e ci si è accapponata la pelle", ha detto senza giri di parole, parlando a fianco di Giulio Tremonti, "è chiaro che chi ha la responsabilità di governare le regioni difenda lo staus quo, perché molto spesso si tratta di abolire enti, il che vuol dire persone che si devono cercare un altro lavoro. E' sempre difficile e doloroso. Ma non si può andare avanti così a sprecare i soldi dei cittadini". E' un principio, quello del rigore di bilancio come passo propedeutico al rilancio della crescita, che secondo il Presidente del Consiglio è stato condiviso da tutti i membri del G20. Quindi "mettiamoci di buzzo buono anche a riportare al 3 percento il rapporto tra deficit e Pil, poi diamoci l’obiettivo" di portare a zero, come concordato, il deficit di bilancio. Questo può essere fatto "riducendo gli sprechi, cassando i benefici".

Italia fuori dalla crisi Del resto non è un caso che oggi "la crisi economica sia stata data per essere alle spalle", ed anche l’Italia abbia ripreso a consumare e produrre. E' il frutto delle "decisioni assunte nei precedenti G20, che hanno voluto guardare a far quadrare i conti e al contempo sostenere lo sviluppo". L’Italia, in particolare, ha agito con la finanziaria triennale e la manovra attualmente in fase di elaborazione. Questo "senza aumentare di un euro le tasse delle famiglie e delle imprese". Queste ultime, poi, hanno potuto contare sui "dieci miliardi di euro loro destinati dall’inizio di questo governo fino ad oggi". Il vertice ha indicato nel 2016 l’anno in cui il deficit di bilancio dovrà scomparire dalla faccia della terra. Un obiettivo "ottimistico" a detta del premier, anche se "tutti hanno garantito il loro impegno". In particolare il nostro paese "penso possa raggiungerlo". Interviene a questo punto Tremonti, che puntualizza: "Il vertice ha parlato del mondo, del G20, sono grandi medie?". Berlusconi: "Mi pongo sempre obiettivi ambiziosi. Se a scuola punti al 7, finisci con il 6 scarso o il 5". Basta che si capisca, a livello regionale, che non è il caso di difendere lo status quo.

Errani: "Riequilibrare la manovra" "Le Regioni sono unite, vogliono fare la propria parte e lavorano nel pieno rispetto del principio della leale collaborazione istituzionale. Il 30 giugno lo spiegheremo alle forze economiche e sociali, e sarà anche avviato un confronto con i Comuni e le Province", spiega Errani osservando che "la delegittimazione in corso dell`istituzione regionale rafforza la nostra compattezza. Non si tratta di difendere un livello istituzionale rispetto ad altri. Si tratta di difendere i cittadini e per questo la manovra va più equamente ripartita. Le Regioni quindi ribadiscono la richiesta di incontro con il premier sulla manovra, e continuano a credere che sia indispensabile un suo riequilibrio. E' pertanto urgente proseguire il confronto con il Governo". Secondo Errani, "è a rischio lo sviluppo, l'occupazione, la qualità di servizi essenziali per i cittadini. Dare una mano all'economia territoriale significa far ripartire il Paese. E' nostro compito istituzionale far sì che si continuino a garantire servizi di primaria importanza, quali il trasporto pubblico locale, la tutela dell`ambiente, la protezione civile, il mercato del lavoro o gli incentivi alle imprese".

Formigoni: "Pronti a restituire le deleghe" "Siamo tutti pronti a restituire le deleghe", puntualizza il presidente della Regione Lombardia a SkyTg24. Secondo Formigoni "non va concepito come un gesto di polemica. Noi siamo una parte della Repubblica italiana e vogliamo contribuire con le nostre idee, con le nostre proposte a disegnare una manovra che è indispensabile, ma nella quale i sacrifici vanno ripartiti in maniera equa tra tutti i comparti". "La nostra - aggiunge - è una proposta positiva di collaborazione al governo nel disegnare una manovra più sostenibile da parte di tutti i cittadini". Certo, prosegue, "i saldi non devono essere cambiati e noi regioni siamo pronte a fare la nostra parte, ma se si vanno a tagliare i contributi per il trasporto pubblico locale, per le imprese noi diciamo che si mettono in discussione comparti fondamentali della spesa pubblica".

Berlusconi: "Rivedremo la manovra" "Rivedremo la manovra". È molto sintetico ma altrettanto importante il messaggio che Berlusconi fa arrivare dal Brasile alle Regioni che insorgono contro i tagli previsti dalla manovra e chiedono un incontro con il premier. Al suo arrivo a San Paolo, il presidente del Consiglio dedica poche ma decisive battute alla questione sollevata da Roberto Formigoni e aggiunge a quel "rivedremo la manovra" quello che appare come un invito a tornare in altra sede su un argomento così delicato. "Vediamo, ma adesso siamo qui", e dunque, fa capire, questioni come queste vanno rimandate al ritorno in Italia per la messa a punto.

Smentita di Bonaiuti "Il presidente del Consiglio Berlusconi ha risposto con un sì alla domanda se intenda incontrare le Regioni, ma quel sì non si riferiva certo alla possibilità di rivedere neanche su quel punto una manovra già delineata. Le riprese televisive posso confermare quanto stiamo asserendo". Lo dichiara il sottosegretario Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi.