Manovra, l’Unione mette la retromarcia sulle auto aziendali

Dopo lo sciopero dei giornalisti del confindustriale «Sole-24 ore» il governo si rimangia le decisioni e cambia la legge: cancellata la retroattività del prelievo fiscale sulle vetture di servizio

Fabrizio Ravoni

da Roma

La legge finanziaria corregge il decreto fiscale, entrambi approvati dal consiglio dei ministri il 29 settembre scorso. Questa volta la correzione riguarda la sentenza Ue sulla indeducibilità dell’Iva sulle auto di servizio. Un emendamento approvato dalla maggioranza al Senato alla manovra prevede che i dipendenti che hanno in uso auto di servizio non subiranno nessun aumento del prelievo fiscale.
Con l’emendamento viene cancellato il principio della retroattività del prelievo, che sarebbe dovuta scattare dal gennaio di quest’anno a carico dei dipendenti che usufruivano di questo tipo di fringe benefits.
Alla base di questo emendamento, la consapevolezza che «il peso fiscale sui lavoratori dipendenti - spiega il sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi - sarebbe stato molto forte. Si trattava di un prelievo non giusto. Per questo lo abbiamo cancellato».
Da un punto di vista dei conti pubblici, Grandi sostiene che l’emendamento non produce «alcun problema». E difficilmente potrebbe produrli, visti i 37 miliardi di maggior gettito registrati quest’anno, e che - in buona parte - produrranno effetti anche nel 2007. Gettito aggiuntivo che il ministero dell’Economia si è rifiutato di contabilizzare nei documenti ufficiali, sebbene il dato sia stato fornito dal viceministro all’Economia Vincenzo Visco.
Con l’emendamento che cancella la retroattività del prelievo Iva sulle auto di servizio, «il governo ha toccato la punta massima della schizofrenia di questa Finanziaria», commenta Mario Baldassarri, An. «Infatti, è la prima volta che un emendamento del governo modifica una norma del governo sulla spinta di uno sciopero. E lo sciopero è quello dei giornalisti del Sole-24 ore», aggiunge.
Nei giorni scorsi, infatti, il quotidiano economico non è andato in edicola proprio per protestare contro gli editori che avevano applicato il decreto fiscale, e scaricato sui dipendenti il costo della sentenza Ue sulla indeducibilità dell’Iva sulle auto di servizio. «Insomma, uno sciopero dei giornalisti, convince il governo a modificare una norma sbagliata», aggiunge Baldassarri.
Lo stesso capogruppo di An in commissione Bilancio del Senato, però, rincara la dose. «Noi abbiamo votato contro l’emendamento per la schizofrenia di questa manovra. Perché, mentre vengono agevolati i dipendenti che hanno auto di servizio, vengono danneggiati milioni di contribuenti autonomi. Un esempio? Gli studi di settore. Le modifiche introdotte dal governo prevedono che chi aderisce allo studio di settore sarà in salvo dagli accertamenti tributari solo se aumenta il proprio imponibile del 30%. Altrimenti, sarà oggetto di accertamento fiscale. Un ricatto bello e buono».
E proprio dal gettito aggiuntivo atteso dagli studi di settore e da altre misure anti-elusione, il governo concentra la propria azione di lotta all’evasione fiscale. Con un particolare. Simili interventi difficilmente ottengono risultati in un unico esercizio fiscale. Ne consegue che il maggior gettito atteso deriverà, in buona parte, dalle maggiori entrate di quest’anno che avranno effetti positivi anche nel 2007. Una ragione in più, per il governo, di non far entrare i 37 miliardi di maggior gettito 2006 nei documenti ufficiali.