Manovra, l'Fmi boccia l'Italia Il governo rimanda sui salari

Gli ispettori del Fondo monetario internazionale, a gennaio a Roma, anticipano: "Poco coraggio sul debito: si corre il rischio di non centrare la riduzione di spesa prevista per il 2008. Si poteva sfruttare meglio la ripresa". Visco fa spallucce: "Rilievi già sentiti". Grandi: "Misure sugli stipendi a marzo". Epifani minaccia lo sciopero

Roma - Il Fondo monetario internazionale boccia i conti pubblici italiani. "Sarebbe servito più coraggio per affrontare le sfide che l'Italia ha davanti nel 2008". Così fonti dell'Fmi interpellate dall'Ansa a Washington, commentano la manovra economica appena varata dal governo. In particolare, secondo quanto si apprende, il riferimento dei tecnici del Fmi è all'alto indebitamento ancora presente nei conti pubblici italiani, anche alla luce della volontà espressa dal governo di voler sostenere i salari. Secondo l'organizzazione con sede a Washington l'Italia avrebbe avuto così la possibilità di "sfruttare al meglio la ripresa in atto". Secondo gli esperti nel prossimo anno l'Italia ha davanti una doppia sfida: sostenere i salari, e, nel frattempo, proseguire sul fronte del risanamento sfruttando anche la "buona ripresa in atto". Sarebbero queste, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Agi, le prime valutazioni sulla manovra economica da parte degli ispettori del Fmi. Una delegazione, guidata da Alessandro Leipold, si recherà a Roma a fine gennaio per approfondire le ultime misure varate dal governo.

Visco non ci sta Il viceministro all'Economia Visco risponde a muso duro: "I rilievi dell'Fmi mi sembrano già sentiti: un po' rituali. Noi stiamo realizzando gli obiettivi concordati, il processo di risanamento andrà avanti, i dati per come li vediamo noi, e per come li vedono tutti, sono buoni" ha sottolineato. Secondo l'Fmi, l'Italia corre il rischio di non centrare l'obiettivo di riduzione di spesa fissato per il 2008. Anche la riforma del welfare, per gli ispettori di Washington, non è strutturale. "I risultati sono gli stessi della riforma fatta dal precedente governo - ha aggiunto Visco - questi rilievi rappresentano un punto di vista, già sentito. Vedremo".

Grandi: "Salari? Rinvio a marzo" Per abbassare la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti bisognerà aspettare la prossima trimestrale di cassa a marzo. E questo per verificare lo stato di salute dei conti pubblici e l'eventuale presenza di ulteriore extragettito. Il sottosegretario all'Economia, Alfiero Grandi, spiega comunque che a suo parere un nuovo "tesoretto" ci sarà e sarà così possibile attuare quanto scritto in finanziaria. Il sottosegretario cita l'ormai noto comma 4 dell'art. 1 della manovra (nel testo pre-maxiemendamenti sui quali è stata posta la fiducia) che fissa appunto questo obiettivo: meno tasse sul lavoro dipendente in presenza di maggiori entrate. Il percorso è già dunque 'segnato' e Grandi spiega che l'argomento salari "si potrà affrontare dopo la trimestrale anche perché la finanziaria ha chiuso i conti a quello che potevamo verificare". E sull'extragettito Grandi si mostra ottimista: "Sono sicuro che ci sarà".

Epifani: "Pronti allo sciopero" Il sindacato si attende dalla verifica con il governo dell'8 gennaio, su salari e contratti, risposte certe, altrimenti non potrà che decidere lo sciopero generale. E' quanto afferma il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, commentando l'annuncio del sottosegretario all'Economia, Grandi. "E' una cosa che temevano questa" dice il leader della Uil ricordando quanto già accaduto con il cuneo fiscale che, "alla fine si era rivelato inesistente". "Ora non vorremmo ritrovarci di fronte ad un nuovo bis di enunciazione di cose che resteranno sulla carta: questa volta no lo potremmo accettare" dice ancora Angeletti che conclude: "A gennaio avremo una verifica su tasse e contratti pubblici e in presenza di risposte vaghe è ovvio che non potremo che decidere per lo sciopero".