LA MANOVRA Il Meeting di Rimini

Egregio Direttore,
Cl non è tiepida ma rovente, mi creda. Ma è rovente nel campo suo che è la Fede e l’educazione alla Fede, e le persone di tutte le età presenti al Meeting di Rimini ne sono l’ennesima splendida dimostrazione. Diverso invece è il campo della politica, nel quale Don Giussani ci ha insegnato a impegnarci personalmente, come in tutti i campi dell’umana attività dal lavoro all’economia all’arte. La politica è un campo nel quale sono io, ciellino fin nel midollo, e quindi anche laico fin nel midollo, che mi devo giocare mettendo in pratica le indicazioni della dottrina sociale cristiana, ovviamente se ci riesco e con nessuna polizza salvavita, ma anche con totale libertà e nella mia totale responsabilità.
Proprio in nome di questa assoluta distinzione, quando sono sceso in politica io mi sono immediatamente dimesso da ogni responsabilità in Cl, nel Movimento Popolare (ero il presidente) e nel Meeting. Non solo, ma da quell’anno al Meeting io non ho mai ricercato spazi di grande visibilità, non ho mai partecipato a incontri di centralissima importanza. Così come in tutte le mie scelte politiche successive - non poche, Le pare ? - mi sono ben guardato dal coinvolgere in alcun modo Cl e così sarà ovviamente per il futuro.
Quanto al sogno da premier che io coltiverei, rifletta chi mi attribuisce questa ambizione: egli si sentirebbe di augurare oggi a qualcuno di andare a ricoprire una posizione così scomoda e «impossibile»? Chi potrebbe oggi, sano di mente, invidiare Berlusconi o tramare per sostituirlo? Suvvia, la mia ambizione - che è poi anche il mio dovere - è più limitata: contribuire a rinnovare il Pdl e ad ancorarlo più saldamente alla nostra gente e ai valori del Popolarismo europeo.