Manovra, meno tagli ai Comuni ma salirà il conto per le Regioni

da Roma

Il decreto che lancia la previdenza complementare attraverso le quote del Tfr sarà approvato entro i termini. E la riforma entrerà in vigore regolarmente il prossimo anno. Ad assicurarlo è stato il ministro del Welfare Roberto Maroni. Ma anche dal premier Silvio Berlusconi sono arrivati segnali che hanno in parte stemperato la polemica innescata martedì, quando il presidente del Consiglio ha parlato di un «regalo ai sindacati». Ieri Berlusconi ha spiegato che sul Tfr il governo «sta ancora discutendo». Però, ha aggiunto, «non sono negativo sul fatto che si attuerà. Ci sono alcune condizioni che la Commissione parlamentare incaricata sta verificando». La questione è ancora una volta quella delle norme che favoriscono i fondi pensione chiusi, gestiti cioè da sindacati e datori, rispetto ai prodotti di mercato. Ancora una volta le compagnie di assicurazione si sono schierate contro la legge e hanno chiesto un rinvio. Ma Maroni ha replicato assicurando che «al ministero ci sono le capacità sufficienti perché si faccia decollare la riforma il primo gennaio». Rimane da capire se nel testo definitivo le quote di Tfr pagate dai datori andranno solo ai fondi chiusi o se saranno rimossi tutti i vincoli. Ieri il ministro dell’Agricoltura Gianni Alemanno si è detto sicuro che alla fine passerà la linea Maroni. Cioè la prima.