Manovra, Napolitano: "Ora azioni bipartisan" Il Cav: sono disponibile

Appello del Capo dello Stato: &quot;Adesso sono indispensabili convergenze&quot;. Il premier: &quot;Sono disponibile subito&quot;. Il Pdl: pochi emendamenti <strong><a href="/economia/crisi_ricetta_pd_istituire_due_nuove_iri_pdl_no_neostatalismo/economia-politica-politica_economica-governo-pd-letta-sinistra-statalismo-iri-romano_prodi/11-07-2011/articolo-id=534389-page=0-comments=1">Le proposte di Pd, Udc e Idv </a></strong>

Roma - L’appello di Giorgio Napolitano alla coesione nazionale non è caduto nel vuoto. Pd, Udc e Idv garantiranno alla manovra tempi certi per l’approvazione rinunciando all’ostruzionismo ma non più di questo, se, come sembra, il governo dovesse insistere a porre la questione di fiducia le opposizioni non potranno che votare contro. Il Presidente della Repubblica in serata ha fatto sapere di aver accolto "con viva soddisfazione" gli annunci venuti dall’opposizione nel senso di un impegno a concorrere - con ’pochi qualificati emendamentì - a una ’rapidissima approvazionè della necessaria manovra finanziaria. Ma Napolitano ha anche chiesto "che a ciò corrisponda la immediata disponibilità di governo e maggioranza - recita una nota del Quirinale - a condurre le consultazioni indispensabili e a ricercare le convergenze opportune". E a quanto si apprende da alcuni parlamentari del Pd, potrebbe essere questa la chiave per garantire un iter rapido alla manovra: il governo accoglie alcune proposte delle opposizioni in sede di esame in commissione e poi porta il testo in Aula dove potrebbe comunque chiedere la fiducia. Ma se da un lato la difficile situazione finanziaria del paese ha spinto a più miti consigli le opposizioni sulla battaglia parlamentare, resta in campo la richiesta di dimissioni nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, giudicato fattore di instabilità per il paese. Il governo, spiega Massimo D’Alema "dovrebbe fare la manovra finanziaria, possibilmente correggendola, e poi andarsene". "In Parlamento abbiamo sempre collaborato e collaboreremo - ha aggiunto Pier Luigi Bersani - ma questo governo la deve smettere di fare chiacchiere e lanciare segnali fumo". La moral suasion del Capo dello Stato, molto presente in questi giorni anche negli appelli lanciati pubblicamente alle forze politiche è condivisa anche dall’ex premier Romano Prodi, che si è detto "addolorato e preoccupato. Non c’e tempo per pensare ad un altro governo ora - ha aggiunto -: ci vuole una risposta immediata e prendere delle decisioni subito sulla finanziaria. Ci vuole una reazione unitaria e concorde". Per ora, ha assicurato D’Alema "non opporremo ostacoli, non saremo noi a far precipitare la situazione". All’intesa con Udc e Idv su "pochi e qualificati emendamenti alla manovra" ha lavorato oggi Enrico Letta che ha consultato prima Pier Ferdinando Casini e poi Antonio Di Pietro. "In una situazione drammatica che può compromettere il futuro degli italiani - ha spiegato il leader Udc - l’Unione di Centro raccoglie l’appello del Presidente della Repubblica alla concordia nazionale. Pur non condividendo gran parte dei contenuti della manovra economica, propone a maggioranza e opposizione di accelerarne l’iter parlamentare per una sua rapidissima approvazione. Con questo spirito, l’Udc in sintonia con le forze del Terzo Polo, concorderà con il Partito Democratico e l’Italia dei Valori pochi qualificati emendamenti su cui auspica una larga convergenza".

Sono disponibile subito a confrontarmi con l’opposizione, in questo momento serve un’ampia convergenza e responsabilità da parte di tutti. È quanto ha sottolineato Silvio Berlusconi, ricevendo oggi ad Arcore alcuni esponenti del Pdl milanese e confidando che domani è previsto un tavolo a cui prenderanno parte esponenti della maggioranza e dell’altro schieramento. Il premier non ha escluso una sua partecipazione in proposito e ha spiegato di seguire con attenzione l’andamento dei mercati e l’attacco speculativo in atto contro il nostro Paese, dicendosi - osservano le stesse fonti - fiducioso e convinto sul fatto che ogni difficoltà verrà superata. I conti pubblici sono in ordine, il governo ha fatto il suo dovere, ora tocca al Parlamento accelerare sulla manovra, ha osservato il Cavaliere con i suoi. Berlusconi ai suoi interlocutori ha smentito l’intenzione di vendere il Milan. La squadra non si tocca, ha tagliato corto con chi nutriva dei dubbi in proposito. Il presidente del Consiglio, dunque, ha accolto l’appello lanciato dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

E, proprio per agevolare l'approvazione della manovra "i gruppi di Senato e Camera del Pdl stanno lavorando alla definizione di pochi e qualificanti emendamenti", come annunciano i capigruppo Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto: "Il nostro obiettivo è quello di garantire il rispetto assoluto delle indicazioni dell’Unione europea, ai fini dell’abbattimento del debito pubblico e dell’azzeramento del deficit, e di offrire ulteriori strumenti di rigore, ma anche di equità, per favorire questo risultato". In particolare gli emendamenti riguarderanno "la correzione delle norme per tutelare i piccoli risparmiatori e quelle riguardanti le pensioni per tutelare le più basse. Affronteremo poi il tema del patto di stabilità interno, garantendo nel contempo il pieno utilizzo dei fondi europei, che troppe volte l’Italia ha rischiato di perdere". E non manca il tema ammortamenti, spiegano ancora Gasparri e Cicchitto, "affinchè l’impegno nella realizzazione di opere pubbliche possa proseguire nella continuità delle normative esistenti".