Manovra, il Pirellone in pressing su Roma: «Tagli da rivedere, siamo già all’osso»

La Regione Lombardia non molla e non ci sta affatto ad accettare in silenzio i tagli, imposti dall’alto, che rischiano di mandare all’aria i suoi progetti per i prossimi anni: dal federalismo ai servizi ai cittadini. Il Pirellone ha in corso nuovi contatti con il Governo per convincere l’esecutivo a modificare i tagli già decisi e ad ammorbidirli. Una delle motivazioni addotte al ministero dell’Economia e ai tecnici per scongiurare il rischio «scure» sui conti regionali si basa sul fatto che la Lombardia è una regione «già virtuosa». Cioè ha già provveduto ad eliminare gli sprechi, a ridurre all’osso le spese che permettono il funzionamento della macchina amministrativa. Si sta perfino procedendo alla riforma della certificazione on line per ridurre gli sprechi di carta negli uffici e di tempo nel trasferimento di documenti e pratiche. «Stiamo vedendo quali possono essere le virtuosità ulteriori nel nostro bilancio per diminuirne l’impatto» spiegano i vertici del Pirellone.
Le ripercussioni della manovra, ha ammesso Formigoni, sarebbero pesanti, in particolare per i trasporti regionali: venerdì c’è stata la prima riunione con l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo, dove è stata prospettata quella che sarebbe la ricaduta della manovra, se rimanesse inalterata. Il trasporto locale subirebbe un colpo non indifferente, con tagli che al momento ammonterebbero a più di 300 milioni. Se questo fosse lo scenario, il Pirellone si troverebbe costretto a rivedere gli investimenti. E, ad esempio, dovrebbe a sua volta ridurre di 85 milioni i finanziamenti ad Atm per il trasporto pubblico su Milano.
Per far fronte ai tagli voluti dalla manovra, non si esclude nemmeno un aumento delle tariffe su tram e treni. Un incremento che, se i tagli rimanessero quelli annunciati, potrebbe aggirarsi attorno al 3 per cento dei prezzi attuali. Ma che potrebbe anche aumentare fino a un raddoppio dei costi per chi viaggia utilizzando i mezzi pubblici.
La manovra mette a rischio anche altre voci del bilancio regionale. Sono in bilico i progetti a favore della famiglia, delle giovani coppie e dei giovani lavoratori. Tuttavia sembra salva la voce «sanità», capitolo che rappresenta oltre l’80 per cento del bilancio regionale.