Manovra, a Roma in onda la sceneggiata del Pd Bersani: "Questa crisi la paghino anche i ricchi"

Video e slogan contro Berlusconi. Bersani: "Si dà la pistola alle Regioni per sparare al popolo". E al premier: "Se non gli piace la Costituzione vada a casa". Contro Tremonti: "Dov'è finito Robin Hood". Attacchi alla Lega: "Dura sugli inni, mollacciona con il miliardario"

Roma - Soliti slogan, soliti fischi e i anche bersagli sono quelli di sempre:  Berlusconi, il governo e la manovra. Il Pd questa volta lascia la piazza e si trasferisce al Palalottomatica per protestare. "La manovra è sbagliata. Per la crescita, per l’equità e il lavoro": con questo slogan è cominciata al Palalottomatica la manifestazione del Partito Democratico contro la manovra economica.

Video, slogan e fischi Fischi hanno accompagnato il video iniziale nel quale il premier Silvio Berlusconi negava la crisi economica in Italia. Sul palco si alterneranno lavoratori, amministratori come il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, per poi lasciare la parola al segretario Pier Luigi Bersani. Molti gli slogan contro il premier e il ministro Tremonti. Striscione come "Berlusconi chiede sacrifici. Pagano tutti tranne lui" o "In America disastro Bp, in Italia disastro Bt" sono esposti sulle curve del Palazzetto. Alla manifestazione partecipa tutto lo stato maggiore dei Democratici, dall’ex leader Walter Veltroni al vicesegretario Enrico Letta al presidente Rosy Bindi fino ai capigruppo di Camera e Senato.

Bersani: "Non gli piace la Carta? Vada a casa" L’articolo uno della Costituzione sancisce che la sovranità appartiene al popolo, ma secondo Pierluigi Bersani il premier Silvio Berlusconi non se lo ricorda. "Si vede chiaro dai suoi messaggi che la sua memoria, che pure è vivida, non arriva al secondo comma", ha detto il segretario del Pd nel suo intervento alla manifestazione contro la manovra, "allora glielo ricordiamo noi: quelle forme e quei limiti sono una magistratura indipendente, una libera informazione, e che tutti sono uguali di fronte alla legge". Ma, ha aggiunto, "tutto questo non si può cambiare e se non gli piace va a casa". 

"Pistola alle Regioni" Il governo "dà una pistola in mano alle Regioni e ai Comuni perché sparino al popolo". Così il segretario del Pd ha sintetizzato, nel suo intervento alla manifestazione di Roma, le conseguenze dei tagli ai trasferimenti agli enti locali decisi dal governo.

"Lega dura con gli inni, mollacciona con miliardario" La Lega nord "è molto dura con gli inni e con le squadre di calcio, ma col miliardario è un pò mollacciona". Lo ha detto Bersani al Palalottomatica. "Un po' mollacciona - ha proseguito - sui condoni, sulle leggi ad personam, su questa manovra. E sulle leggi speciali, tipo quella sulla protezione civile. Leggi - ha detto - che non sono fatte da Roma ladrona, ma da quattro ladroni di Roma, che è un concetto diverso e che - ha proseguito - pare che a Pontida non diano fastidio". 

Tremonti Robin Hood Più ancora di Berlusconi è Tremonti il bersaglio preferito del sarcasmo di Bersani alla manifestazione. Il Palalottomatica è pieno, a tratti i militanti fanno cori da stadio con tanto di trombette che ricordano le vuvuzelas dei mondiali di calcio e il segretario Pd sfodera diverse battute velenose, quasi tutte all’indirizzo dell’Economia: "Voglio vederlo Robin Hood... che fine ha fatto?". Qualcuno dalla platea suggerisce: "Si è perso". Bersani chiosa: "Sì, si è perso nella foresta di Sherwood. Parla di liberalizzazioni, ma perché non discute della nostra proposta? Perché uno che vuole aprire una parafarmacia deve aspettare la riforma dell’articolo 41 della Costituzione? Vediamo cosa fa Robin Hood". Bersani, quindi, polemizza con le tesi sulla globalizzazione sostenute dal ministro dell’Economia: "Dice che bisogna fermare la globalizzazione... Provaci tu! Come vogliamo fare? Mettendo le ampolle di Bossi nel Pacifico? O con la formula Dio-patria-famiglia?". Quindi Bersani se la prende con le "bolle di sapone" di Tremonti sulle liberalizzazioni e chiede: "In quale empireo si sono dissolti i saggi para-filosofici su Marx, Dio, patria, famiglia, peraltro pieni di affermazioni che fanno sobbalzare chiunque abbia letto un libro!". Una stoccata viene dedicata anche alla Ragioneria dello Stato che, "poiché Tremonti si è convertito alla lotta all’evasione fiscale, per la prima volta nella storia accetta che vengano conteggiati nella manovra le previsioni delle entrate che dovrebbero derivare dal recupero dell’evasione". Praticamente, conclude Bersani, un "riconoscimento per la conversione, un babà".

Chiamparino e gli enti locali "Vorrei dire a Tremonti che ci sembra che non stiamo chiedendo la luna. Ma sappia che noi siamo sì ragionevoli, ma non arrendevoli". Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci, si rivolge così al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in merito alla protesta dei Comuni, che sfocerà nella manifestazione del 23 giugno, a proposito dei tagli della manovra agli enti locali. Chiamparino, parlando alla manifestazione del Pd in corso a Roma aggiugne: "Noi vogliamo che l’Italia vinca, che vinca i Mondiali perchè non tifiamo Paraguay come certe radio padane, ma soprattutto vogliamo che vinca sulla crisi". Il sindaco di Torino spiega dunque le ragioni della manifestazione del 23 e sottolinea: "Sarà una manifestazione unitaria dell’Anci e se non viene qualche mio collega illustre, sarà lui a perderci". Chiamparino quindi spiega: "il 90% dei tagli della manovra riguardano gli enti locali, perchè sui 24 miliardi di euro a cui ammonta la manovra, 16 riguardano i tagli di spesa e di questi 16 ben 14,5 miliardi sono i tagli di spesa che riguardano gli enti locali". Questi tagli produrranno inevitabilmente la riduzione "di servizi essenziali. Qui si va a incidere nella carne. Non è in gioco il destino individuale di qualche amministrazione, ma i servizi ai cittadini".