Manovra, sì del Senato al maxi-emendamento Le Regioni depongono le armi, i Comuni no

Il governo incassa la fiducia di palazzo Madama sulla manovra: il testo passa alla Camera per la seconda
lettura. Marcia indietro delle Regioni:<strong><a href="/interni/manovra_errani_accantoniamo_riconsegna_deleghe/errani-deleghe-regioni/15-07-2010/articolo-id=461076-page=0-comments=1"> &quot;Accantoniamo la riconsegna delle deleghe&quot;</a></strong>. Soddisfatta la Marcegaglia: &quot;Ora puntiamo sulla crescita&quot;. Critiche da Pd e Idv

Roma - Il governo ha incassato la fiducia del Senato sulla manovra economica. I voti favorevoli sono stati 170, 136 quelli contrari. Il testo - un maxiemendamento che riassorbe tutte le variazioni di queste settimane - passa alla Camera per la seconda lettura. L’approdo in aula a Montecitorio è previsto al momento per il 26 luglio, il via libera entro il 29. Il decreto legge decade il 30 luglio. È difficile, quindi, che la Camera possa introdurre modifiche rendendo così necessario un terzo passaggio in Senato. Il presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, fa sapere che i Comuni esprimeranno in conferenza unificata parere negativo sulla manovra.

Correzione dei conti Con il sì del Senato si chiude il primo decisivo passaggio parlamentare per il decreto di correzione dei conti italiani. Un intervento da circa 25 miliardi di euro necessario per mantenere gli impegni con Bruxelles sul deficit. Una manovra pesante, riconosciuta da tutti come necessaria per mettere al riparo l’Italia da ulteriori turbolenze finanziarie, ma contestatissima fin dalla sua approvazione in Consiglio dei ministri il 25 maggio scorso.

La protesta delle Regioni In trincea, in primis, i governatori che nei giorni scorsi hanno protestato duramente contro i tagli, arrivando a minacciare la restituzione allo Stato di deleghe importanti, dai trasporti all’ambiente. La partita, tuttavia, non è ancora chiusa. Oggi i governatori, tornati a riunirsi per valutare le mosse, hanno deciso di sospendere, per il momento, la decisione di riconsegnare le deleghe.

Il no dei Comuni "I Comuni esprimeranno in Conferenza Unificata parere negativo sulla manovra", ha detto il presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, al termine del Consiglio nazionale dell’Associazione dei Comuni anticipando quanto è scritto in un ordine del giorno che è stato approvato dall’assemblea dei sindaci con l’astensione di sei amministratori (Udc e Rifondazione comunista). "Proprio per questo - ha spiegato Chiamparino - abbiamo fatto un accordo che ci permetta di verificare entro ottobre se la manovra può essere cambiata". Nell’ordine del giorno approvato dal consiglio dell’Anci i Comuni esprimono parere negativo sulla manovra "da trasferire in Conferenza unificata" e approvano l’accordo già firmato con il Governo, sollecitandone la sua applicazione. Sempre nell’ordine del giorno "in simmetria con quello che è stato approvato oggi dalla Conferenza delle Regioni, i Comuni poi chiedono un tavolo con Governo, Regioni e Province per governare la fase di attuazione - ha detto ancora Chiamparino - del federalismo fiscale". Entrando più nel merito della posizione elaborata oggi dalle Regioni, Chiamparino ha detto di ritenerla positiva, proprio perchè è "uguale a quella assunta dai Comuni".

Tremonti: bene sulle pensioni La manovra economica "è passata molto bene, il Senato ha davvero migliorato il testo". Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è soddisfatto per il via libera di Palazzo Madama e sottolinea in particolare il valore della riforma pensionistica contenuta nel provvedimento. E alla portata positiva della manovra, secondo Tremonti, bisogna aggiungere l’accordo per la Fiat di Pomigliano, in controtendenza con le delocalizzazioni. "Dicono che non basta la manovra - ha detto Tremonti al termine dell’assemblea annuale dell’Abi - ma io dico che nella manovra ci sono le pensioni. E ci metto due parole in più, io ci metto pure Pomigliano".

"Misure stabilizzano sistema" Le misure sulle pensioni "stabilizzano il nostro sistema, rendendolo il più sostenibile d’Europa, e per le famiglie questo vuol dire tranquillità e serenità". Una riforma "senza un giorno di sciopero", un fatto indicativo di "coesione sociale". Con Pomigliano, invece, "per la prima volta non è il lavoro che esce dall’Italia ma è il lavoro entra in Italia". "Pensioni, Pomigliano, stabilità - ha concluso Tremonti indicando un’ideale trilogia per il rilancio del Paese - e naturalmente fiducia, perché la fiducia dà fiducia". 

Marcegalia: ora puntare alla crescita La manovra economica "ci soddisfa sui tre punti che abbiamo chiesto, accertamento, compensazioni e art. 45", mentre il giudizio resta "non positivo sulla parte che riguarda l’industria farmaceutica e anche sul fatto che alle finestre accedano anche i lavoratori in mobilità con un tetto di 10.000 dipendenti. Noi avevamo chiesto che il tetto fosse alzato". È, in sintesi, il bilancio che il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia traccia nel giorno del via libera del Senato alla manovra. "Il giudizio complessivo è che la manovra è necessaria. Chiaramente a settembre nella finanziaria chiederemo una serie di interventi per la crescita su ricerca, innovazione e detassazione del secondo livello di contratto, perché, come ha detto Draghi, il rigore è necessario e dobbiamo tornare a crescere".

Finocchiaro: colpiti redditi medio-bassi "È una manovra profondamente ingiusta che grava sui giovani italiani, sulle donne, sui redditi medio-bassi e non tocca i grandi patrimoni e le rendite". Lo ha detto al termine delle votazioni per la fiducia alla manovra in aula la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro. "È una manovra recessiva - spiega - perché non ha al suo interno alcuna misura che riguardi gli investimenti, lo sviluppo, la crescita, la competitività dell’Italia, che viene approvata con voto di fiducia infliggendo così un’ulteriore ferita ad un Paese già molto provato da questa manovra economica".

Di Pietro: governo vada a casa "Il paese brucia, tutte le istituzioni, dalla scuola ai sindacati, scioperano e il governo mette la fiducia sulla manovra. Questo esecutivo vuole uccidere il nostro Paese. Ma non è meglio che vada a casa?". A chiederlo è Antonio Di Pietro, presidente di Italia dei valori.

Lega: conti pubblici al sicuro Federico Bricolo, capogruppo del Carroccio a palazzo Madama, commenta di fronte alle telecamere: "La manovra mette al sicuro i conti pubblici e taglia sprechi senza aumentare le tasse. Ora siamo pronti per i decreti attuativi del federalismo fiscale".