La manovra si rafforza: 1,4 miliardi in più

da Roma

Sale il valore «lordo» della manovra economica: da 15,11 a 16,46 miliardi per il 2009; mentre il «cumulato» degli interventi passa da 35 a 36,28 miliardi. Lo rivelano le tabelle prodotte dal servizio studi del Senato, che ha analizzato il decreto legge che anticipa la finanziaria.
Al punto che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ai microfoni del Tg5 annuncia: «quest’autunno non ci sarà la finanziaria perché la chiudiamo in luglio». E sottolinea come «per la prima volta nella storia della Repubblica sarà chiusa prima dell’estate e durerà tre anni». E commenta: «Quest’anno non c’è stato l’assalto alla diligenza, quello che ha fatto dell’Italia il Paese con il terzo debito pubblico del mondo senza che abbiamo la terza economia del mondo». Ed a chi protesta per i tagli alla sanità, il ministro dice: «È perché è stato preso con le mani nel posto sbagliato».
Sempre il servizio studi del Senato teme che l’introduzione della Robin Hood tax (le minori agevolazioni fiscali per banche, assicurazioni, compagnie petrolifere) possa, da una parte, ridurre i dividendi delle aziende pubbliche verso lo Stato, e dall’altra che le società colpite possano traslare i maggiori costi sulla clientela. Gli economisti di Palazzo Madama chiedono maggiori spiegazioni al governo su come verrebbe alimentato il Fondo di solidarietà, destinato a finanziare l’introduzione della social card.
Pronta la replica di Tremonti: «La Robin Tax è un elemento di giustizia in Italia, e non a caso la copiano».
E proprio il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas confessa che il decreto sulla manovra contiene «qualche errorino». Ed annuncia che lunedì illustrerà in commissione Bilancio come il governo intende rimediare.
Il decreto della manovra conterrà anche le misure destinate a correggere le osservazioni poste dal Quirinale al decreto che elimina l’Ici; tant’è che il Capo dello Stato ha precisato di aver promulgato il decreto Ici, solo dopo aver preso atto che quello sulla manovra corregge le norme criticate.