Una manovra a tempo da record Napolitano: "E' un miracolo"

Con 161 sì, 135 no e 3 astenuti, il Senato approva la fiducia sulla manovra che dopo le modifiche vale
oltre 70 miliardi in due anni: 23 miliardi nel 2013 e 47 miliardi a
regime nel 2014. Diverse le novità, tra cui il
taglio indistinto alle agevolazioni. Il governo precisa che il
ritorno del ticket non varrà per le categorie deboli. <a href="http://www.ilgiornale.it/video.pic1?ID=tremonti_intervento_manovra" target="_blank"><strong>Tremonti assicura: non solo tagli, la manovra contiene 16 azioni per la crescita</strong></a>. Schifani: &quot;Modifiche marginali rispetto al testo approvato dalla commissione&quot;. <a href="/interni/napolitano_bene_manovra_ma_servono_altre_prove_coesione/14-07-2011/articolo-id=534940-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Napolitano: &quot;Bene la manovra, ma servono altre prove di coesione&quot;</strong></a>

Roma - Una manovra a tempo di record, oggi paletta verde del Senato e domani il voto di fiducia della Camera. Il Capo dello Stato ha sottolineato la velocità dell'iter chiosando da Zagabria: "Un miracolo". Il Senato ha dato il via libera con 161 sì, 135 no e 3 astenuti. Il provvedimento passa ora alla Camera che dovrebbe licenziarlo, con nuovo voto di fiducia, domani in serata.

Il dibattito al Senato Dopo le modifiche degli ultimi giorni la manovra vale oltre 70 miliardi spalmati su due anni: 23 miliardi nel 2013 e 47 miliardi a regime nel 2014. Nel nuovo testo sono state inserite diverse novità, ma quella principale riguarda il taglio alle agevolazioni ma, precisa l'esecutivo, il ritorno del ticket non varrà per le categorie deboli.

Le critiche dell'opposizione Sul maxiemendamento sono piovute diverse critiche dalle opposizioni che accusano il governo di aver modificato troppo il testo approvato dalla commissione e che hanno sollevato dubbi sulla copertura finanziaria del decreto. "Vorrei rassicurare sulla mia vigilanza sia sulla manovra che in futuro", ha precisato il presidente del Senato, Renato Schifani, "Credo che abbiamo fatto passi in avanti grazie a tutti. Io continuo ad essere vigile e posso dire che più del 99% del testo è quello uscito dalla commissione, le modifiche sono molto, molto marginali".

L'intervento di Tremonti Alla riapertura della seduta, sospesa per poter mettere a punto il maxiemendamento, è toccato a Tremonti illustrare la manovra. "Il decreto oggi qui in votazione", ha detto il ministro parlando di quello che sta succedendo sui mercati, "ha data 6 luglio. La crisi finanziaria cominciata nel mondo 5 anni fa si è radicalizzata in Europa. Più che di speculazione di tratta di un problema di credibilità e fiducia nella politica. La salvezza non ci viene dalla finanza, può venire solo dalla politica. Ma la politica non può più fare errori. La soluzione o è politica o non è. Serve costruzione di una governance capace di guidare i paesi membri verso un percorso comune". Poi difende il lavoro del governo: "Non si può dire che per lo sviluppo non sia stato fatto nulla. Ora serve un duro e responsabile lavoro comune per il Paese e nel Paese". La manovra stessa, come sottolinea il ministro, "contiene 16 nuove azioni per la crescita: dal credito per la ricerca ai contratti per la produttività, dal processo civile al turismo, dalle opere pubbliche alle ristrutturazioni private, dalle liberalizzazione alle privatizzazioni".

Il mostro del debito Il pareggio di bilancio deve essere un obiettivo permanente e previsto dalla Costituzione altrimenti "il debito pubblico, un mostro che viene dal passato, divorerebbe il nostro futuro e il futuro dei nostri figli", ha proseguito il numero uno di via XX Settembre. "Il nostro lavoro non termina oggi - ha detto - dovremo insieme, maggioranza e opposizione, introdurre nella nostra Costituzione la regola d’oro del pareggio di bilancio. Senza questo il debito pubblico, un mostro che viene dal passato, divorerebbe il nostro futuro e il futuro dei nostri figli". 

La metafora di Tremonti  "È come sul Titanic: non si salvano neanche i passeggeri in prima classe". Una metafora forte, da titolo, che ha colpito nel segno. "Oggi in Europa - ha spiegato il ministro - abbiamo l’appuntamento con il nostro destino: la salvezza non ci viene dalla finanza ma dalla politica. La politica non deve più fare errori".

Tagli ai bonus Il taglio alle agevolazioni fiscali riguarderà tutte le 483 voci di agevolazione attualmente previste e sarà lineare, del 5% nel 2013 e del 20% a partire dal 2014. Riguarderà, tra l’altro, i figli a carico, le spese per la sanità, i redditi da lavoro dipendente, gli asili, gli studenti universitari. Questo anche se - spiega il relatore Gilberto Pichetto Fratin - "il governo con successivi decreti potrà decidere di escludere alcune categorie".

Ticket non per tutti Il ticket che entrerà in vigore da subito con l’approvazione della manovra, (10 euro per le visite specialistiche e 25 sui codici bianchi del pronto soccorso) è quello "introdotto nel 2007" ma "le categorie deboli saranno protette" perchè "è prevista l’esenzione". Lo spiega il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, a margine della presentazione del Libro Bianco della Grastroenterologia italiana.

Napolitano: "Vedo cose serie" Poi in serata un nuovo monito del Capo dello Stato. Napolitano, si è scagliato contro le voci sul rimpasto di governo, definendo "da irresponsabili" mettere in giro voci sulle nomine di nuovi ministri: "Non sono seri - ha detto ai giornalisti lasciando l’albergo di Zagabria per andare al pranzo di Stato, ospite del presidente croato Ivo Iosikovic - tutti questi accenni al totoministri. Io non ho ricevuto alcuna proposta dal presidente del Consiglio". Commentando con i cronisti la sua battuta sul «miracolo» della rapida approvazione della manovra in Parlamento, il capo dello Stato ha osservato: "C’era un accordo serio, è stato pienamente rispettato. Si vedono cose serie...", mettendo questa serietà per l’appunto in contrapposizione con chi gioca al totoministri.