Manovra, Tremonti offre 200 milioni alle Regioni

da Roma

Regioni, Province e Comuni chiedono al governo di poter ripartire autonomamente i tagli di spesa che li riguardano. L’«autodeterminazione dei tagli» è stata proposta, prima dell’incontro di ieri sera fra gli enti locali e il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, dall’assessore della Lombardia Romano Colozzi. La proposta fa seguito alla sentenza della Consulta che ha bocciato i tagli 2004 agli enti locali, imposti dal governo voce per voce. La controproposta del governo, è filtrato dall’incontro, è stata invece di affidare alle Regioni i 200 milioni che la Finanziaria destina al sostegno delle famiglie con disabili e alle agevolazioni per la casa, anche per compensare in parte il mancato rifinanziamento del fondo sociale di 500 milioni. Fredda l’accoglienza della controparte. «Non commento ipotesi» ha detto Vasco Errani, presidente della Conferenza Stato-Regioni
Oggi l’esecutivo chiederà alla Camera il voto di fiducia sul decreto fiscale collegato alla Finanziaria, approvato ieri senza modifiche dalla commissione Bilancio. La fiducia - che sarà votata domani - esclude cambiamenti al testo del decreto, ma le modifiche potrebbero ugualmente giungere attraverso il maxiemendamento alla legge finanziaria: in particolare potrebbero essere cambiate le norme sull’ammortamento d’avviamento, che le aziende giudicano punitive, e reintrodotta la deduzione forfettaria del 15 per cento per le imprese che affittano abitazioni. Verrebbero cambiate anche le norme sul settore aereo. Per la relatrice Daniela Santanchè (An), che ieri ha visto Giulio Tremonti insieme con il presidente della commissione Bilancio Giancarlo Giorgetti (Lega), «occorrerà verificare se non si possano trovare soluzioni alternative ai tagli all’Anas». In ogni caso, Tremonti e la Santanchè hanno concordato che ogni modifica al testo della Finanziaria dovrà «essere in linea con l’impianto di rigore che caratterizza il provvedimento». Il maxiemendamento conterrà anche le nuove misure per la famiglia, con l’estensione al 2006 del «bonus bebè» da mille euro per i cosiddetti ultrogeniti, cioè dai secondi nati in poi. Mentre la Finanziaria va avanti in Parlamento, venerdì il Paese rischia di bloccarsi per lo sciopero generale indetto dai sindacati. «È una mobilitazione sacrosanta», sostiene Guglielmo Epifani (Cgil). Per il segretario Cisl Savino Pezzotta, «non ci fermeremo a questo sciopero». Per il sottosegretario al Welfare Sacconi, in questa circostanza Cisl e Uil si sono dimostrate «succubi» alla Cgil. Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu rintuzza infine le proteste dei sindacati di polizia: «La Finanziaria - dice - esenta da tagli il comparto sicurezza».