La manovra in vigore da domani Ma le Regioni dicono no al ticket

Da subito
scattano i rincari del bollo sul deposito titoli, il superbollo
per le auto di lusso, la stretta sulle stock
option, l’aumento dell’Irap sulle concessionarie dello Stato e
l'applicazione di ticket
sanitari. Ma dalle Regioni del Nord arriva lo stop al pagamento del ticket. Le prime a opporsi sono l'Emilia Romagna e la Toscana. La Lombardia fa sapere che pagheranno solo i redditi medio-alti, mentre chi è esente continuerà ad esserlo. In forse anche il Friuli Venezia Giulia

Roma - La manovra economica approvata in tempi ultrarapidi dal parlamento è stata pubblica oggi in Gazzetta Ufficiale. Entrano così in vigore da domani le norme modificate non previste dal decreto originario. Da subito scattano i rincari del bollo sul deposito titoli, il superbollo per le auto di lusso sopra i 225 kw, la stretta sulle stock option, l’aumento dell’Irap sulle concessionarie dello Stato e la normativa che potrebbe portare all’applicazione di ticket sanitari. Per altre norme la concreta attuazione segue un diverso calendario: dal prelievo sulle pensioni d’oro, che parte dal primo agosto, al taqlio sulle agevolazioni fiscali che si applicherà dal 2013.

L'applicazione del ticket Il ticket si andrebbe ad aggiungere a quello, già previsto, di 25 euro sui ricorsi impropri al Pronto soccorso, i cosiddetti "codici bianchi". Anche se il ticket non si applica alle categorie esenti, molti storcono il naso e, visto che le Regioni possono anche decidere di non applicare il ticket sulla specialistica "purché adottino altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario e del controllo dell’appropriatezza", come spiega il ministero della Salute, c’è già chi ha deciso di non applicarlo. Nel dettaglio, si tratta della Regione Toscana e dell’Emilia Romagna, che hanno annunciato il proprio "no" già ieri. La giunta regionale della Toscana approverà lunedì una delibera che blocca l'applicazione in Toscana del superticket, ha spiegato il presidente Enrico Rossi, secondo il quale, "pur di tagliare i 486 milioni necessari alle Regioni, il governo scarica su di noi questo onere, 'concedendoci' la possibilità di recuperare le risorse attraverso il superticket sulle prestazioni". Negativa anche la risposta dell’Emilia Romagna che già ieri ha fatto partire una circolare esplicativa indirizzata ai direttori generali delle aziende sanitarie locali firmata dal presidente Vasco Errani e dall'assessore alle politiche per la salute Carlo Lusenti.

In Lombardia pagano i redditi medio-alti In Lombardia a partire da domani chi ha un reddito medio alto pagherà il ticket aggiuntivo 10 euro sulle visite specialistiche. Chi invece è esente dal ticket continuerà a non pagare nulla. L’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, lo ha confermato dicendo che "è un gesto tampone, l’ultimo gesto del centralismo, ma è necessario". Martedì ci sarà comunque un vertice interassessorile per parlare delle conseguenze della manovra e vedere se - forse nell’assestamento di bilancio - è possibile trovare il modo di evitare che il ticket passi dagli attuali 36 a 46 euro. In ogni caso la Lombardia cercherà per lo meno di abbassarlo, come ha confermato il presidente della Regione, Roberto Formigoni, al Tg3: "La Lombardia sta valutando se riuscirà ad abbassare il ticket, non dico eliminarlo del tutto ma almeno abbassarlo, ma dobbiamo poi togliere servizi da un altra parte. I conti alla fine devono tornare". Certo il ticket è "doloroso anche se", ha sottolineato Formigoni,"in Lombardia abbiamo previsto l’esenzione dei redditi più bassi e pagano il ticket da noi il 30% dei cittadini".

Il Friuli Venezia Giulia in forse Il Friuli Venezia Giulia si riserva una settimana di approfondimento e una "attenta valutazione politica" sul nuovo regime dei ticket sanitari introdotto dalla manovra governativa. L’assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic, sottolinea che le nuove disposizioni sulla compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria "renderanno in Friuli Venezia Giulia più favorevole per le persone fragili il regime delle compartecipazioni per il pronto soccorso con codice bianco". Da lunedì decadrà infatti una norma del 1992 con cui era stato introdotto un ticket fisso di 7,65 euro sui "codici bianchi" per tutti i cittadini. I 25 euro previsti dalla manovra, invece, non verranno comunque pagati dalle persone con più di 65 anni o con meno di 14 e da invalidi civili, portatori di particolari patologie, infortunati sul lavoro o per cause di servizio e da coloro che abbiano subito traumatismi e avvelenamenti acuti. "Quasi tutte le altre Regioni sono allineate su questi standard - commenta Kosic - con l’unica eccezione della Toscana. Noi ci riserveremo, come ha fatto l’Emilia Romagna, una settimana di approfondimento e una attenta valutazione politica prima di vagliare altre decisioni".