Manovre su Impregilo Salini compra l’8,1% e la Borsa fiuta un’Opa

Il gruppo Salini esce allo scoperto e annuncia di aver rilevato l’8,13% del capitale di Impregilo. Un investimento definito strategico dalla società che rischia di scuotere i precari equilibri all’interno del gruppo. Impregilo è infatti controllata da una holding, Igli, che vincola il 29,9% del capitale della società, al cui interno figurano esponenti di rilievo della finanza italiana: Benetton, Gavio e Ligresti, ognuno con visioni differenti per la crescita di Impregilo. La famiglia Benetton, azionista di Autostrade per l’Italia, non ha mai nascosto di essere interessata al business delle concessionarie di Impregilo, mentre Gavio si è sempre mostrato più interessato a quello delle costruzioni.
Più difficile, invece, la situazione del gruppo Ligresti che, viste le attuali condizioni economiche in cui versa, potrebbe pensare anche a una valorizzazione della sua quota. Pietro Salini, amministratore delegato dell’omonimo gruppo, esclude che la mossa della società possa portare a un’Opa: «Non siamo intenzionati a mettere in discussione gli assetti proprietari della società – afferma - ma vogliamo solo dare un contributo di esperienza e creare ipotesi di collaborazione fra i due gruppi a livello mondiale».
L’investimento per la società è di rilievo: «65 milioni di euro – spiega Pietro Salini - per acquistare le quote sul mercato utilizzando esclusivamente risorse interne», senza informare preventivamente i soci forti di Igli. «Noi – ha proseguito – non agiamo di concerto con nessuno, non siamo finanzieri, il nostro è un investimento industriale e portiamo il nostro aiuto e la nostra esperienza nel settore delle costruzioni per discutere di quello che si può fare insieme». Anche se il management di Salini esclude di voler lanciare un’Opa su Impregilo, il mercato ha già iniziato a speculare su una tale possibilità.
Ieri il titolo ha guadagnato in Borsa il 2,65% a 1,899, in netta controtendenza con un mercato affossato dai timori di un default della Grecia. Dal minimo di metà settembre di 1,52 euro ad oggi, il titolo ha guadagnato in Borsa il 24,9%, pari a una capitalizzazione di poco superiore ai 770 milioni di euro. Secondo gli analisti a questi livelli il titolo è sottovalutato: la sola quota di possesso in Ecorodovias, concessionaria autostradale sudamericana, viene valutata circa un miliardo di euro, valore superiore all’intera capitalizzazione del gruppo.
Quali potrebbero essere gli scenari per Impregilo? Gli analisti non escludono che il gruppo Salini possa decidere di sparigliare le carte lanciando un’Opa sul titolo che scioglierebbe i vincoli del patto di sindacato. Il prezzo? Un valore adeguato per una corretta valutazione del gruppo sarebbe di circa 3 euro per azione, con un premio di quasi il 60% sull’attuale quotazione del titolo. Complessivamente l’esborso si aggirerebbe intorno a 1,2 miliardi di euro, pari al valore del fatturato registrato nel 2010 dal gruppo Salini. Una cifra di rilievo ma che permetterebbe di conquistare Impregilo a prezzi da saldo: al netto della quota in Ecorodovias, infatti, il resto del business di Impregilo sarebbe valutato circa 200 milioni di euro.