Mansfield: «Signore tornatevene a casa»

Il docente di Harvard autore di «Manliness»: «Quarant’anni di femminismo hanno distrutto la mascolinità»

Che la destra e la sinistra americana amino sfidarsi a suon di dibattiti di argomento sociale, non è una novità. Ma nessuno si aspettava che decidessero di fare altrettanto anche a proposito dell’identikit del «vero maschio».
Portavoce della versione «Vero uomo della destra» è Harvey Mansfield, anziano professore di Harvard che dichiara: «Cashmere, mutande di seta, abiti made in Italy. Cinquant’anni fa le donne avrebbero riso di fronte a un uomo che si compera il guardaroba nelle boutique italiane. Lo Stivale era il paese delle commozioni facili, le donne americane volevano un uomo maschile, non un debole». Un uomo come John Wayne, Humphrey Bogart, Ernest Hemingway. Ma dove trovarli, oggi, così forti, coraggiosi e maschili? Questa dopotutto è l’America dove sì gli uomini mettono l’orecchino, vanno a piangere dallo psicanalista e si abbonano alle riviste di moda. Dove sono, allora, i real men del ventunesimo secolo? La risposta di Mansfield è in un nuovo saggio intitolato Manliness («Mascolinità»). La controproposta dei giovani scrittori liberal ha invece titoli come The alphabet of manliness, Real ultimate power, The game oppure The modern drunkard.
Mansfield, professore di Scienza del governo, a 73 anni ha appena pubblicato il suo saggio presso la prestigiosa casa editrice Yale Press, lanciando l’allarme: l’uomo vero, insiste questo professore che ha tradotto Il Principe di Machiavelli e Democrazia in America di Toqueville, è in via d’estinzione, strangolato da un femminismo che in quarant’anni ha fatto solo danni. «Ha distrutto la femminilità e ferito al cuore la mascolinità», insiste Mansfield, che è apparso in tutti i maggiori talk show televisivi, compreso quello dell’ultrafemminista Naomi Wolf che lo ha attaccato in diretta definendolo «uomo delle caverne».
«Le femmine oggi vogliono comportarsi come i maschi e i maschi non sanno come reagire», ha dichiarato il professore. Che suggerisce una soluzione drastica: vietare alle donne di andare a lavorare, invogliarle a tornare al ruolo di madre, moglie e casalinga. «Guardatevi in giro - prosegue - gli uomini si vergognano ad aprire le porte alle donne, a essere cortesi, a fare i cavalieri... e soprattutto a proteggere le proprie compagne».
Ed ecco che cosa ribattono i giovani scrittori della sinistra. In I hope they serve beer in hell Tucker Max, una celebrità nei campus universitari, esorta i ragazzi a diventare dei bad boys, a bere, a fare sesso, a fare i ribelli. Per loro le donne, anche se femministe, sono ancora creature che un vero maschio deve conquistare: lo scrive Neil Strauss, reporter del New York Times, in The Game, un vero e proprio manuale sul come portarsele a letto. Ha venduto ben 82 mila copie in poche settimane.
«Dopo due o tre bicchierini ti dimentichi il nome della ragazza, per cui meglio se la chiami baby o magari darling», fa eco Kelly Rich in The modern drunkard. Il bestseller è comunque The alphabet of manliness di un certo Maddox, che nelle ultime due settimane su Amazon.com ha battuto persino le vendite de Il codice Da Vinci.
Visto che non hanno modo di dimostrare la propria virilità in un mondo di femministe, questi giovani autori vanno a sfogarsi tra amici nei weekend per soli uomini, nei bar, negli sport più pericolosi oppure prendendosi a botte. Facendo inferocire Mansfield, secondo il quale il mondo sta per distruggere qualità come il coraggio, la lealtà, il sacrificio. I tratti cioè del «vero uomo» che l’autore ha attinto da Aristotele, Kipling, Omero. Ma ammette che oggi sono solo in pochi ad essere maschi: George Bush, il suo vice Dick Cheney e chiunque ami i rischi, i tempi di guerra. In passato avevano superato l’esame personaggi come Martin Luther King, il presidente Theodore Roosevelt, Ronald Reagan e Winston Churchill.
«Quello che le donne di oggi non capiscono è che i veri maschi non si abbasseranno mai a sfidarle perché non lottano con una femmina. Mentre un uomo che si mette alla pari con la sua compagna finisce con l'essere “ipersensibile” anche verso altre donne e soprattutto verso se stesso». Le donne, secondo Mansfield sono più prudenti, più sensibili e sanno ascoltare, amano cambiare i pannolini, hanno paura dei ragni e sono sexy quando s’arrabbiano. Dichiarazioni che hanno fatto infuriare le femministe e la sinistra che ha attaccato senza pietà questo anziano autore controcorrente nell'America che ha decretato il successo dei cowboy gay di Brokeback Mountain.
«Per riequilibrare il mondo bisognerebbe coltivare la virilità dei bambini, aiutarli a crescere con coraggio e senso dell’avventura» prosegue Mansfield. E mette in guardia le donne: state lontano dai finti maschi che bevono e vanno a caccia di femmine. State lontane dall’identikit proposto dai giovani scrittori liberal.