Mantica: "Schengen sempre più largo, controlli sempre più difficili"

Alfredo Mantica, sottosegretario agli Esteri, ha vissuto l’esplosione di violenza degli ultrà serbi a Genova da Belgrado, dove si trovava per sottolineare l’amicizia dell’Italia.
Chi c’è dietro questi hooligans?
«Il vice primo ministro serbo ha spiegato che gli ultrà della Stella rossa e del Partizan (le squadre più importanti della capitale, nda) si rifanno storicamente al mito di Arkan (un defunto signore della guerra serbo, nda). È un mondo che rifiuta la politica di integrazione europea del presidente Boris Tadic, che vuole il rientro del Kosovo nella patria serba. Per questa gente la Grande Serbia rimane ancora un sogno. Secondo il governo gli scontri di domenica scorsa contro il Gay pride a Belgrado e la violenza di Genova sono collegati. Fanno parte di un disegno preciso, di matrice politica, in vista del 25 ottobre, quando il Consiglio d'Europa dovrebbe decidere sulla candidatura della Serbia».
Qualcuno rema contro l’ingresso della Serbia nell'Ue fortemente appoggiato dall'Italia?
«La road map che Belgrado deve rispettare non prevede di evitare incidenti alle partite. È ovvio, però, che l'immagine della Serbia ne esce abbastanza acciaccata. Nel paese e pure in parlamento c’è una minoranza radicale che mesta nel torbido. L'obiettivo è fermare, attraverso esplosioni di violenza negli stadi e non solo, il progetto politico che porterà la Serbia in Europa».
Si è parlato di difetti di comunicazione fra polizie e servizi segreti. Cosa è accaduto?
«Forse si è verificata sia una mancata comunicazione, che una sottovalutazione. L'incontro fra Italia e Serbia è stato affrontato come una normale partita, senza immaginare che poteva avere un preciso significato politico».
In passato le forze di polizia ed i servizi serbi erano infiltrati dagli ultranazionalisti....
«Qualche collusione c’era anche negli anni settanta in Italia. Non ho elementi concreti, ma neppure posso escludere che nell'apparato dello stato in Serbia ci sia qualcuno contento che capitino questi incidenti».
Dallo scorso anno i serbi possono entrare nei paesi della Comunità europea senza visto. È un problema?
«Dal primo gennaio 2011 anche la Bosnia-Erzegovina godrà della liberalizzazione dei visti. È chiaro che non aiuta i controlli».
Ma non è possibile sospendere temporaneamente gli ingressi nello spazio Schengen?
«Per la sospensione devi avere informazioni e motivazioni precise. Si poteva immaginare che i tifosi di Belgrado si fossero ubriacati scatenando un tifo acceso, ma non che si sarebbero messi a bruciare la bandiera albanese».
Il famoso Ivan il terribile può diventare un esempio per gli ultrà italiani?
«Se questa domanda la fate al presidente della Lazio, Claudio Lotito, che ammiro per aver smantellato frange estreme nella sua tifoseria, potrebbe raccontare dei tanti Ivan che ha incontrato. Non penso, però, che in Italia ci siano gruppi con una carica politica così forte e violenta. Anche se non occorre andare troppo lontano per trovare gli ultrà del Livorno, che al momento del minuto di silenzio per i caduti in Afghanistan si sono messi a fischiare».
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