Mantova capolinea della Signora Deschamps: «Così restiamo in B»

Autogol di Kovac ed è la prima sconfitta dei bianconeri che non perdevano da 45 partite. Il tecnico: «Non mi interessano le assenze. Non abbiamo reagito». La rabbia di Lapo Elkann

Eccola servita, la data storica che fa il paio con il 9 settembre 2006, giorno in cui la Juve ha disputato la sua prima partita in serie B pareggiando (1-1) a Rimini. Ieri, 13 gennaio 2007, è arrivato anche il primo ko nella serie cadetta per una Signora che Didier Deschamps, suo allenatore, ha poi definito «poco aggressiva, senza la giusta fame. Spero sia solo un campanello d'allarme: continuando così, non faremo molta strada. Le tante assenze? Non mi interessa parlarne: abbiamo patito l'aggressività del Mantova e abbiamo reagito solo a tratti». E Lapo Elkann ha rincarato la dose: «Inutile pensare al mercato e al futuro se si gioca senza concentrazione».
Applausi al Mantova, allora, vincitore 1-0 (autogol di Kovac, a inizio ripresa, con Bernacci nei pressi) e protagonista di una partita tutta cuore e coraggio. Pochi fronzoli e tanta sostanza, insomma: come la serie B vuole e impone. Come la Juve di ieri non ha capito, uscendo infine dal campo senza nulla in mano come non succedeva da 45 partite: ultimo ko il 29 ottobre 2005, quando il Milan ebbe la meglio (1-0) sulla squadra allenata da Fabio Capello. Da allora a oggi è successo di tutto: scudetti vinti e revocati, processi e retrocessioni, polemiche e rinascite. Il Mantova, se vogliamo, ha scritto la parola fine a tutto ciò: meglio resettare tutto e pensare solo al campo, non a un futuro da protagonisti in serie A. «Prima conquistiamola, la massima serie: poi penseremo a quel che sarà - ha confermato Deschamps - e se non rimarremo cattivi e concentrati sull'obiettivo, andremo incontro a cattive sorprese».
Deschamps non cerca scuse, insomma, alla faccia delle undici assenze che lo hanno costretto a schierare una squadra a dir poco inedita, con Piccolo davanti alla difesa (lui che è difensore puro) e una retroguardia la cui coppia centrale era formata da Zebina e Kovac. Il Mantova ha preso atto e, specchiandosi nei suoi undici risultati utili consecutivi, ha deciso che tanto valeva non avere paura. Avanti con l'asse Mezzanotti-Caridi che faceva sconquassi e la coppia Bernacci-Godeas pronta a mettere in risalto le incertezze bianconere. La Juve, di suo, produceva poco: centrocampo slegato, attaccanti poco mobili eccezion fatta forse per Del Piero, una cui punizione nel finale non spaventava più di tanto Brivio.
Il colpo di scena arrivava dopo pochi minuti della ripresa: sponda del solito Caridi e Kovac, nel tentativo di anticipare Bernacci, trafiggeva Buffon. Lo stesso Bernacci, sul lancio di Doga per Caridi, appariva in fuorigioco: Giannoccaro però riteneva di non dovere intervenire e la Juve era chiamata alla rimonta. Entrava Camoranesi, reduce da stop muscolare, per Piccolo: partiva l'assalto, con Del Piero spostato a sinistra e i soliti Trezeguet e Zalayeta a cercare di far male in mezzo all'area avversaria. Il francese riusciva ad anticipare Brivio ma non a mettere in rete, un paio di mischie non sortivano effetto e l'occasione migliore e più spettacolare capitava sui piedi di Godeas: rovesciata da applausi e palla sulla traversa. La fase finale era un inno alla disperazione bianconera, che perdeva anche Buffon (schiena): Trezeguet sfiorava ancora il pareggio ma la sua conclusione veniva fermata quasi sulla linea di porta, poi Del Piero si liberava in area con un colpo di tacco magistrale ma calciava alto da ottima posizione. Il 2007 bianconero comincia male: nelle ultime due partite, la Signora ha pareggiato in casa con l'Arezzo (facendosi rimontare da 2-0 a 2-2) e perso a Mantova. Se non è ancora inferno, di sicuro è purgatorio, di quelli antipatici.
Martedì a Torino sbarcherà il Cesena nel recupero del match rinviato per la tragedia dei due primavera Neri e Ferramosca: se non arriveranno i tre punti, apriti cielo.