Mantovani: "In piazza l'Italia peggiore"

Il coordinatore lombardo del Pdl: "L’altra sera a Roma è scesa in piazza l’Italia peggiore, l’Italia livorosa che non ama e non rispetta la libertà e la democrazia". Dapei: "Io morirò berlusconiano"

Mentre le reazioni della piazza milanese lasciano l’amaro, un fastidio ben più acceso lo suscitano le piazze romane e la reazione di tutti quei cittadini che hanno affollato con caroselli di festa il percorso fra Palazzo Chigi e il Quirinale.
«L’altra sera a Roma è scesa in piazza l’Italia peggiore, l’Italia livorosa che non ama e non rispetta la libertà e la democrazia. Mi riferisco a chi ha dato sfogo ai propri istinti anti-democratici e ai loro mandanti morali che in questi anni non hanno saputo fare una sola proposta per il bene del Paese ma hanno solo alimentato tensioni e spinto agli scontri di piazza». È il commento del senatore ed ex sottosegretario Mario Mantovani, coordinatore regionale lombardo del Popolo della Libertà, al lancio delle monetine fuori dal Quirinale e agli insulti ai politici del Pdl. «Non sono queste le premesse migliori per trovare tutti insieme una soluzione transitoria per respingere l’attacco politico-finanziario di cui è succube il nostro Paese da mesi - commenta -. Quello che abbiamo visto e quello che sentiamo dagli esponenti del centrosinistra non ci lascia sereni: nessuno dimentichi che il Popolo della Libertà esiste. Esistono milioni di elettori di centrodestra che nessuna crisi potrà cancellare e attendono con ansia di tornare alle urne per sostenere ancora Silvio Berlusconi».
Insulti e offese anche al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che, davanti alle parolacce, non è riuscito a trattenere un gestaccio di risposta. «Ho sbagliato, non dovevo farlo» si è scusato poco dopo. Ma gli insulti erano personali e un po’ troppo accesi. Sul piano politico, dall’area ex an arriva lo stop del coordinatore provinciale del Pdl Romano La Russa al nuovo governo tecnico che nascerebbe col compito di affrontare l’emergenza. «Diciamo con forza no al governo Monti. Da sempre espressione delle banche e dei poteri forti, andrebbe contro gli interessi dei cittadini; voglio davvero vedere come la sinistra italiana potrebbe soggiacere in silenzio alle volontà di un nemico storico dichiarato che ha sempre combattuto». Per Marco Osnato «nonostante le pressioni economiche e finanziarie provenienti dall’Europa e la vergognosa campagna diffamatoria messa in atto dalla stampa progressista, noi andiamo orgogliosi dei 17 anni di governo Berlusconi, base sulla quale si è fondato il bipolarismo e che ha permesso agli italiani di scegliere democraticamente chi li avrebbe governati». Laconico, ma incisivo il presidente del consiglio provinciale Bruno Dapei che «morirà berlusconiano».