Da Mantovano complimenti alla polizia Lobefaro: «In futuro sarebbe utile un vero turnover negli uffici pubblici»

Oltre che dal sindaco di Roma Walter Veltroni, arrivano complimenti per l’operazione Servio Tullio anche da Alfredo Mantovano, sottosegretario all’Interno con delega alla Pubblica sicurezza. Mantovano si è congratulato con il capo della polizia, il prefetto Giovanni De Gennaro, cui ha chiesto di estendere il plauso a tutto il personale impiegato nell’iniziativa.Un apprezzamento per il lavoro svolto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine è stato espresso anche dal segretario generale Fp-Cgil Roma e Lazio Gianni Nigro, che ha detto: «Il nostro impegno contro tutte le illegalità è posto al centro di tutta la nostra azione di rappresentanza nel mondo del lavoro a tutela di quanti ogni giorno operano nei servizi pubblici per garantire i diritti di cittadinanza e la trasparenza che solo la pubblica amministrazione può e deve garantire».
Giuseppe Lobefaro, presidente del municipio I, ha dichiarato: «Avevo grandi preoccupazioni già in passato. Il centro storico è una zona a rischio: le occasioni sono tante e gli uomini possono essere deboli». A proposito del funzionario del suo municipio coinvolto nella vicenda Lobefaro ha aggiunto: «Bisognerebbe capire se ci sono procedimenti disciplinari pregressi nei confronti di questa persona. Questa vicenda rappresenta un campanello d’allarme, bisogna mantenere alta l’attenzione. In futuro, per evitare che si creino situazioni negative, magari favorite da un radicamento degli addetti, sarebbe utile un turnover di persone negli uffici pubblici». Federico Mollicone, capogruppo di Alleanza nazionale nel municipio I, ha affermato: «Non possiamo che rimanere colpiti dal coinvolgimento di alcuni dipendenti comunali e municipali. Proprio per il riconoscimento di pratiche di cittadinanza nel recente passato avevamo denunciato in municipio l'eccessiva presenza di residenze fittizie nella città. Ci risulta che a tutt'oggi molte notifiche o atti giudiziari informatizzati dalle forze dell'ordine rimangono inevase per l'impossibilità di raggiungere il legittimo destinatario. Ci chiediamo se i magistrati, visto che queste pratiche fino a ieri erano svolte dagli stessi uffici coinvolti nell'operazione, intendano indagare anche su questo fenomeno».