Manuale snob disprezza il golf

10 alla Ping. Massimo guadagno con il minimo esborso. Alla casa madre si sono visti recapitare una richiesta di rimborso spese per un ammontare di 256 verdoni. Vista la firma che il documento arrecava, hanno scucito il frusciante più che volentieri. Sono i dollari investiti da Mark Calcavecchia in un putter della Ping, appunto. Dopo soli tre giorni, la scorsa settimana, con quel bastone in sacca l'italoamericano ha immediatamente rivinto sul Pga Tour. Esiste una pubblicità più incisiva di questa?
8 alla Paris Hilton de' noantri. La risposta bionda a Tiger Woods. A margine del convegno di Villa d'Este, per accompagnare un «amico» del fotografo Fabrizio Corona a giocare 18 buche, Silvia Abbate ha chiesto e ottenuto una ricompensa pari a 1000 euro. Così almeno la divetta televisiva ha dichiarato al pm Woodcock. Da che mondo è mondo, davvero non immaginavo che il golf potesse avere dei lati così remunerativi...
8 a Jeev M. Singh. Conturbante col turbante. Il prossimo aprile diventerà il primo giocatore indiano a prendere parte al Masters di Augusta. Per celebrare adeguatamente l'occasione e, soprattutto, per distinguersi dal suo ben più famoso omonimo Vijay Singh, dovrà estrarre dal cilindro un golf davvero memorabile, oppure inventarsi qualcosa di più semplice/originale. Suggerimento gratuito: provi a giocare con un turbante colorato in testa. Oltre a essere un gesto di profondo rispetto per le tradizioni del suo Paese, non risulterà banale, ma anzi, sarà terrificantemente fashion (per conferma, vedere la collezione primaverile di Miuccia Prada...).
7 alle Rehab. Necessariamente à la page. Star e starlette hollywoodiane e nostrane non possono fare a meno di entrare e uscire (naturalmente fotografate) dalle Rehab, un eufemismo americano per indicare le glammissime cliniche di disintossicazione. Lì dentro ci si affranca da qualsiasi tipo di dipendenza: alcool-droga-sesso e persino shopping compulsivo. D'ora in avanti, quando cureremo la nostra neurodipendenza da flappe & co., invece di raccontare che «andiamo a fare una clinic», sarà moooolto più cool parlare di «ricovero in rehab». Ricordatevelo!
3 ad Antonius Moonen. Snob per professione, non per nascita. Nella sua ultima fatica letteraria, «Manuale dello Snob», sostiene che nulla è più volgare del frequentare le palestre, del leggere gli oroscopi, dell'indossare i jeans e - udite, udite! - del giocare a golf. Visto che tutti noi evidentemente rientriamo a pieno titolo nella sua infamante categoria dei cafoni e visto che per definizione i cafoni non leggono i libri, propongo, per una sorta di contrappasso dantesco, di snobbare elegantemente l'opera di Antonius. Un vero snob come lui, comunque, se ne infischierà del profitto. O no?!