Manuela Arcuri torna in scena per Pirandello

Dopo il successo tv ottenuto con lo sceneggiato «Onore e rispetto», l’attrice torna in palcoscenico quale interprete di «Liolà» al fianco di Jannuzzo

Alessandra Miccinesi

UIl Brancaccio si prepara a sollazzare il pubblico romano con un cartellone definito dal suo direttore (Proietti) «generoso, variegato di generi e ricco di nomi». Quest’anno il sipario si alzerà domani sera con la prima di Liolà, una produzione dello stesso Politeama Brancaccio insieme con Dreamers per la regia dello stesso Gigi Proietti.
«Quest’anno pure noi abbiamo il nostro Pirandello. È Gianfranco Jannuzzo: un prim’attore da starci attenti. Lo dico per la concorrenza» gongola il regista. Lo spettacolo, che ha debuttato l’anno scorso girando tutta Italia, riparte da Roma con un cast composito. Oltre a Guja Ielo e Turi Catanzaro, compare il nome di Manuela Arcuri, definita da Proietti «coraggiosa» per la sua scelta di cimentarsi in proscenio nella commedia più amata dall’autore premio Nobel.
«La presenza di Manuela ha destato qualche perplessità tra noi gente di teatro - chiosa Jannuzzo - lei proviene da un altro ambiente, ma Gigi l’ha ben protetta».
In tema di donne risolute, dal 31 ottobre si ride in musica (28 parodie di canzoni anni 60/70) con Menopause - the musical spettacolo di Jeanie Linders diretto da Manuela Metri che per la qualità del testo e l’eleganza della messa in scena si è aggiudicato un premio europeo. A far sorridere il gentil sesso, ma soprattutto gli uomini, del fatidico periodo di trasloco ormonale sono quattro donne di talento: Marisa Laurito, Marina Fiordaliso, Fioretta Mari e Crystal White.
Dal 5 dicembre riprende La Presidentessa commedia con tocchi di vaudeville scritta da Maurice Hennequin e Paul Veber, con la coppia Ferilli-Micheli ancora in vena di scintille. Regia e adattamento li firma Proietti. Ha i modi garbati di papà e la verve di mamma, Gianluca Guidi, autore del one-man-show ...e sottolineo se, ovvero la resistibile ascesa di Gianluca G, spettacolo musicale che ripercorre la carriera di un performer dal nutrito corredo genetico in grado di spaziare da Shakespeare a Neil Simon, Bacharach e Sinatra. Lo show è coreografato da Stefano Bontempi e arricchito da un’orchestra di 12 elementi e 6 attrici-cantanti.
La fantasia vola da Londra all’isola che non c’è con Peter Pan, la favola più bella (23 gennaio) musical ricco di effetti speciali interpretato da Manuel Frattini e ispirato al romanzo di J.M. Barrie. Diretto da Maurizio Colombi con la supervisione di Arturo Brachetti, il musical debutta in Italia con le musiche riarrangiate da Edoardo Bennato tratte dal suo album Sono solo canzonette.
E dopo aver stupito il mondo con il suo «neverending tour» il trasformista Arturo Brachetti ridiventa L’uomo dai mille volti. Lo spettacolo, un magico viaggio nell’universo del travestimento, si compie al Brancaccio dal 20 febbraio al 18 marzo quando Brachetti darà corpo e anima a 80 personaggi mitici: Gene Kelly, Liza Minnelli, Pinocchio, Frankenstein, King Kong, Esther Williams, e molti altri.
Quattro matrimoni e un funerale, commedia romantica di Richard Curtis con Giampiero Ingrassia e Marta Zoffoli nei ruoli resi celebri da Hugh Grant e Andie MacDowell, terrà il cartellone fino al 5 marzo per la regia di Daniele Falleri.
In chiusura di cartellone, il 18 aprile, c’è l’incognita Gigi Proietti ancora sospeso tra la voglia di nuovo e la certezza del successo di Ma l’amor mio non muore show-tributo a Ettore Petrolini.