Manutencoop, impero di appalti in Liguria

L’azienda ha sede a Casarza, dove ancora il diessino Chiesa siede in consiglio comunale La difesa del responsabile: «Siamo soci Unipol, a chi dovremmo dare soldi?»

Manutencoop che finanzia con 18mila euro la campagna elettorale di quattro candidati in corsa alle regionali. Che i soldi li versa il 5 luglio 2005 a rimborso delle spese sostenute. Che è tutto regolare ma l'opposizione si mette alla finestra e chiede «perché le coop pagarono la sinistra». Ovvero il presidente della Regione Claudio Burlando, il suo vice Massimiliano Costa, l'assessore all'Industria Renzo Guccinelli e il consigliere Ezio Chiesa, l'uomo Ds del Tigullio. Appunto. Dove Manutencoop ha una sede. L’unica in Liguria. Che se ne sta decentrata in quel di Casarza Ligure. Che più che una sede è un deposito mezzi con tanto di uffici. Da cui gestisce la raccolta differenziata su Casarza, Sestri Levante e Castiglione Chiavarese. A Moneglia ha l’appalto totale che vuol dire Rsu più differenziata. Lo stesso che in Val Graveglia, dove si cura in toto di Ne e Mezzanego. Che si ritrova come consigliere comunale Ezio Chiesa. Torni a bomba. O meglio a Casarza.
Perché un’occhiata ti viene di dargliela alla più grande azienda italiana del settore: servizi ambientali, ospedalieri, immobiliari e facility management. Prendi per Bargone, entroterra. L’impianto è dopo un paio di curve. Si chiama Ecocentro ed è di proprietà della Comunità Montana Val Petronio. «Ci siamo dentro noi di Manutencoop per gestire lo smaltimento di legno, ferro, vetro, farmaci, plastica, ingombranti, pile, batterie, oli vegetali e minerali» ti dice Giuseppe Bazzali che qui è il responsabile dei servizi ambiente e coordina l’operato dei 14 dipendenti per 18 mezzi operativi su due valli. È gentile e disponibile e tu che ti aspettavi una chiusura a riccio. Macché, niente da nascondere. Sa bene dove vuoi andare a parare, che gli articoli sui giornali l’ha letti, con tutto quello che c’è fra le righe: «Ma se siamo soci Unipol, secondo lei a chi dovremmo dare i soldi?». Non fa una piega. A sinistra, logico.
Ma perché la grande madre Bolognese, 11.000 dipendenti, ha piazzato qui i suoi uffici? Sarà grande la Liguria, no? «Forse dimenticate che a Genova esiste già l’Amiu, ex municipalizzata, che gestisce la discarica di Scarpino. Quindi». E la storia dei finanziamenti? Tutto registrato, chiaro, ma c’è chi si domanda se non ritornino in appalti: «Partecipiamo regolarmente a gare d’appalto. Ne vinciamo e ne perdiamo. A San Colombano ho fatto io stesso un sopralluogo per una gara che scade il 12 gennaio, e non partecipiamo. Ma non per gli articoli usciti sulla stampa, solo perché non ne vale la pena». Bazzali ti dice che in Val Petronio sono a posto fino al 2009, ma su Ne e Mezzanego, acquisiti nel 2001 e 2002, sono in proroga fino al prossimo 30 giugno: «Poi ci sarà la gara, che non è ancora stata bandita. E forse ci finisce dentro anche Borzonasca, che già abbiamo gestito». Ma il responsabile ci va cauto, tutto da vedere ma tutto assolutamente trasparente. «Anche perché gli appalti mica li dà la Regione. È tutto in mano a Comuni e Comunità montane».
Sei lì per fare uno più uno ma Bazzali ti anticipa e il nome di Chiesa a Mezzanego lo accosta lui: «Troppo scontato, roba da giornali. Le ripeto che le gare sono pubbliche. E ci capita di perdere anche quelle dove ci sono amministrazioni di centrosinistra. Se bastasse finanziare i politici avremmo altri risultati. Ad esempio Guccinelli è stato sindaco di Sarzana, ma noi lì non facciamo nulla, idem a Genova».
Bazzali comunque resta scettico. Ha parlato senza aspettare il placet della grande madre. Vabbè, intanto è tutto alla luce del sole. Tu insisti, gli chiedi dove lavorano in Liguria. Lui mette le mani avanti, perché in effetti passiamo di competenze. Però c’è un appalto fresco fresco, giugno 2005, che Manutencoop, in associazione temporanea d'impresa con altri, ha preso all’Asl 5 spezzina: manutenzione immobili e raccolta rifiuti ospedalieri. Gara curata dalla giunta Biasotti e assegnata l’ultimo giorno utile all’unico soggetto partecipante. Chiedi a Bazzali se lavorano da soli o hanno subappaltato: «Qui noi lavoriamo soli. Non so come si gestiscano là. Comunque facciamo riferimento a un capo area che ha sede in Lunigiana, nel comune di Mulazzo». Chiudi l’agenda e ringrazi. Bazzali resta scettico, le carte sono sul tavolo ma non sono tarocchi.