Al Manzoni tributo a Max Roach

Un concerto che è al tempo stesso storia e futuro della musica afroamericana. Domattina alle 11 «Aperitivo in concerto» del Teatro Manzoni presenta un appuntamento speciale per jazzofili e dintorni: l’incontro tra il World Saxophone Quartet e il M’Boom Percussion, inventato nel 1970 dal glorioso batterista Max Roach. Da trent’anni (precisamente dal 1981 nella chiesa St. John The Divine di New York) i due gruppi non suonavano insieme in quella che Roach definì una «Grand collaboration». Sarà l’unico concerto italiano (e ci saranno solo altri due appuntamenti europei a Parigi e Amburgo) per uno scambio di emozioni che parte dalle radici del jazz per arrivare all’improvvisazione più libera. Partendo proprio dalla tradizione e disarticolandola in mille frammenti sonori, il World Saxophone Quartet sconvolse il mondo del jazz a metà anni Settanta. Quattro sassofoni (David Murray al tenore, Hamiett Bluiett al baritono, Oliver Lake e Julius Hemphill al tenore. Hemphill, artista e compositore totale scomparso nel ’95, è stato sostituito da vari solisti di rango, a partire da Arthur Blythe, e ora al suo posto c’è James Carter) che suonavano senza sezione ritmica - seguendo la struttura dei classici quartetti d’archi - ispirandosi alla polifonia vocale degli antichi gruppi gospel e blues e da lì partendo per le strade della sperimentazione. Ricostruire la vicenda artistica di questi quattro artisti significa ricostruire la storia dell’avanguardia jazz. Murray ha spaziato da Sam Rivers e Cecil Taylor a Randy Weston ed è definito «coltivatore di dissonanze»; Lake ha viaggiato da Anthony Braxton a Lester Bowie alla Blues Brass Band; Bluiett (chiamato «il nuovo Messia del sax baritono», è stato nella band di Charlie Mingus e ha diretto un gruppo di sette clarinetti; il quarantenne James Carter - scoperto da Wynton Marsalis - è grande virtuoso ed ha l’arduo compito di far dimenticare Hemphill, la cui dipartita mise a lungo in crisi la creatività del quartetto.
Proprio dopo l’abbandono di Hemphill il Saxophone Quartet ha intensificato le collaborazioni con gruppi di percussionisti africani, o aggiungendo all’organico ottoni e sezioni ritmiche standard. Grande qualità e tanta spettacolarità nelle evoluzioni del M’Boom, il gruppo aperto (delle origini ci sono ancora Ray Mantilla, Joe Chambers, Warren Smith) che il pirotecnico Max Roach creò per esplorare al massimo i mille colori e le mille sfumature delle poliritmie percussive africane grazie ai tamburi più strani, alla steel drum, la marimba, lo xilofono, gong, glockenspiel e altre mille diavolerie, come il battito delle mani nude sul corpo.