«Maometto? Un pedofilo» Rivolta islamica in Austria

«Nel mondo d’oggi Maometto sarebbe considerato un pedofilo». Non usa mezzi termini Susanne Winter durante la campagna elettorale per le elezioni locali che si terranno tra due giorni in Austria. La Winter è la candidata del Partito austriaco delle libertà (Fpö), sigla conservatrice guidata dell'ex cancelliere Joerg Haider. La donna corre per il Municipio di Graz, capoluogo della Stiria, seconda città per numero di abitanti del paese, luogo natale, tra l’altro, del governatore della California Arnold Schwarzenegger. Tutto è cominciato domenica scorsa durante un comizio dell'Fpö proprio a Graz. Nel suo intervento la Winter ha messo in guardia da quello che ha chiamato «tsunami islamico», riferendosi al sempre maggiore numero di extracomunitari seguaci di Allah che vivono in Austria. «Fra venti o trent'anni - ha detto -, la metà della popolazione austriaca sarà musulmana». Posizioni riconfermate lunedì in un'intervista al quotidiano Österreich: «Devono tornare da dove sono venuti, al di là del Mediterraneo». E sempre su Maometto, ha dichiarato che è noto che questi «scrisse il Corano sotto l’effetto di attacchi epilettici». Quanto alle accuse di pedofilia la Winter ha fatto un riferimento al matrimonio del Profeta, riportato dalla tradizione, con una bambina di neppure 10 anni ricollegandolo al mondo di oggi: «Del resto gli abusi sessuali su minori sono ancor oggi molto diffusi nel mondo islamico».
Frasi così gli austriaci non ne avevano mai sentite e immediate sono state le proteste. La procura generale ha avviato un procedimento penale per verificare se sussista il reato di incitamento all'odio, mentre per il presidente della Comunità islamica in Austria, Anas Schakfeh, i musulmani che vivono nel paese «sono indignati».
Non si è fatta attendere neanche la risposta dei fondamentalisti islamici. Martedì su YouTube è comparso un filmato in cui la candidata veniva minacciata di morte come blasfema. Il filmato dura poco più di 4 minuti e mostra il crollo delle Torri Gemelle l'11 settembre. Mentre scorrono le immagini una voce, in tedesco, avverte la Winter a stare attenta: «Potrebbe accadere la stessa cosa nel tuo paese». La frase è rivolta alla donna, che viene chiamata per nome. Il portavoce del ministro dell'Interno austriaco, Rudolph Gollia, ha detto che sono stati alzati i livelli di guardia in tutta l'Austria, aggiungendo che alla candidata è stata assegnata una scorta massiccia. Le autorità, ha proseguito Gollia, stanno verificando la provenienza del video.
Domenica l'Fpö non è dato tra i favoriti per la poltrona di primo cittadino. La sfida sarà tra il Partito del popolo austriaco (Övp) dell'attuale sindaco, Siegfried Nagl, e il Partito socialdemocratico (Spö), guidato dall'ex governatore della Stiria, Franz Voves.
Le dichiarazioni della Winter però hanno toccato un tasto dolente. La questione degli immigrati di fede islamica è uno dei temi più dibattuti in Austria. A fine agosto fece discutere un'intervista in cui Haider - oggi governatore della Carinzia e leader dell'Alleanza per il futuro dell'Austria (Bzö) - propose una «normativa a livello nazionale per regolamentare la costruzione di moschee, minareti e centri islamici». Allora quelle parole furono viste come una provocazione. Il 12 settembre vennero arrestati a Vienna dei sospetti terroristi, due uomini e una donna, di origine araba ma con passaporto austriaco. I tre furono accusati di aver diffuso un video con minacce di attacchi contro l'Austria e la Germania per il loro impegno in Afghanistan.