La mappa del chiasso quotidiano

È il municipio 15 quello più assordante, ma non è che nel resto della città si stia molto meglio: sono risultati tutti fuorilegge, infatti, i trecento monitoraggi fatti nel mese di maggio in ottanta punti di Roma, dall’Arvu (Associazione romana vigili urbani) e Legambiente Lazio, che hanno disegnato una vera e propria mappa della città del fracasso.
I rilevamenti sono stati eseguiti in quattro differenti fasce orarie: 7-9, 12-14, 18-20 e 22-24 in 81 luoghi sparsi per tutti e diciannove i municipi cittadini, per un totale di 324 misurazioni. Il limite considerato è quello della tolleranza fissata per legge, che per le aree di tipo misto (case, uffici e negozi) è fissato in 60 decibel per le ore diurne e in 50 decibel per le ore notturne (ore 22-6). Limiti ampiamente sforati in tutta la città a tutte le ore. Con alcuni «picchi» davvero preoccupanti.
Vediamo i record di chiasso fascia oraria per fascia oraria: con 98 decibel dB(A) è risultato piazzale della Radio il luogo più inquinato di Roma per la fascia della mattina dalle 7 alle 9, che è risultata anche quella con il maggiore rumore medio; il primato va invece a via Cristoforo Colombo, sempre con 98 decibel dB(A), per la fascia dalle 12 alle 14, ma anche per quella dalle 18 alle 20, stavolta con 99 decibel dB(A). Per la tarda serata il rumore emigra nella non lontana via Oderisi da Gubbio (zona Marconi), che nella fascia oraria dalle 22 alle 24 fa segnalare un vero e proprio frastuono notturno: 78 decibel dB(A).
Inutile dire che il responsabile maggiore di questo «big bang» quotidiano è il traffico: «Una assordante colonna sonora dei nostri giorni e anche delle nostre notti - così la definisce Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - che toglie sonno e sogni ai romani e preoccupa sul fronte della salute dei cittadini e dei vigili urbani sottoposti costantemente anche allo smog. Questi dati ci confermano ancora una volta quanto sia necessario porre un deciso freno alla mobilità privata, che negli ultimi due anni è cresciuta ancora, portando oggi le auto immatricolate ad occupare da ferme oltre 1700 ettari di spazio in città». Parlati ha inoltre riferito i risultati di uno studio svolto dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università la Sapienza di Roma secondo il quale i livelli di 65/70 dBA che siamo quotidianamente costretti a sopportare in città, possono dar luogo a diversi disturbi significativi sul sistema nervoso, riducendo anche le capacità uditive.
A pagare lo scotto maggiore sono naturalmente i vigili urbani che lavorano tutto il giorno per la strada: secondo i dati in possesso dell’Arvi in diciotto anni sono 233 i vigili urbani deceduti, con una media di due morti al mese. Tra quelli che lavorano all’interno della centrale operativa del comando del corpo, in tutto 50 persone, 8 di queste sono decedute nell’arco di pochi anni per tumori, neoplasie e carcinomi dei tessuti molli a causa di una continua esposizione alle onde elettromagnetiche degli apparecchi tecnologici presenti nella Centrale. Per questo alcuni agenti aderenti all’Arvu si sono presentati ieri in conferenza stampa armati di mascherina, cuffiette e del cartello «Stiamo diventando sordi».