La mappa dei boschi liguri alla scoperta dei nostri funghi

Scarpe rigide, possibilmente resistenti all’acqua, bastone e cestino rigorosamente in vimini. Sono l’«abc» per chi ha voglia di muoversi nei boschi liguri alla ricerca di funghi sia che si tratti del più esperto fungaiolo, sia che ad addentrarsi tra faggi, querce e castagni sia un cercatore alle prime armi. È l’essenziale per chi con il mese di settembre alle porte ed una stagione da record per la raccolta cominciata già da almeno una decina di giorni, ha il piacere di volersi misurare con la natura alla ricerca di vere e proprie delizie per il palato e posti suggestivi nei quali camminare. Complici le forti piogge di metà agosto e il tempo umido dei giorni successivi nei boschi di tutta la Liguria i funghi stanno nascendo copiosi e di ottima qualità.
Vi proponiamo alcuni itinerari sommari per spingervi nell’entroterra di Genova e nelle boscaglie di Imperia, Savona e La Spezia dandovi indicazioni su dove cercare, cosa scoprire e quali qualità raccogliere stando attenti alle regole che vanno seguite sia per rispetto della natura, sia per stretta osservanza delle leggi che regolano la raccolta dei funghi. In Liguria la legge regionale risalente al 2007 fissa nell’ordine dei tre chili al giorno per persona il limite massimo di raccolta. Attenzione, inoltre, a rispettare le normative in vigore non utilizzando borse di plastica o zaini chiusi per conservare i funghi ricordandosi di pulirli con un coltello sul luogo prima di riporli nel cestino. Non vanno raccolti gli esemplari la cui misura del cappello sia inferiore a 4 centimetri; è vietato andare nei boschi con rastrelli e uncini per raccoglierli dal terreno.
A cavallo con la Toscana: la Lunigiana
Il nostro viaggio parte dall’estremo levante ligure, al confine tra la provincia della Spezia e quella di Massa Carrara, quasi una terza regione chiamata Lunigiana e rinomata dai cercatori perché da sempre «produttrice» di miceti di alta qualità. Tra Sarzana, Pontremoli e il Passo della Cisa da maggio a novembre i boschi di castagno sono sempre ricchi di diverse qualità di porcini e si può passare dalle colline a ridosso del mare fino alle alte quote del Passo del Lagastrello cambiando il contesto panoramico e boschivo (la zona è ricca anche di faggete) ma maturando sempre la stessa qualità nel «raccolto». Per restare nel contesto spezzino, suggestivo è anche andare per boschi a ridosso dei paesi delle Cinque Terre, oppure in Val di Vara (Sesta Godano e Carrodano) ricca di contesti scenografici che mutano dalla quercia al pino marittimo e facendo variare, così, anche la tipologia di miceto con il quale riempire il cestino. Attenzione a verificare le autorizzazioni delle comunità Montane del posto rispetto alla regolarità o meno della raccolta funghi e sugli eventuali tesserini di autorizzazione.
Val d’Aveto e Valfontanabuona
Posti più apprezzati e battuti dai genovesi sono le valli dell’Aveto e della Fontanabuona. Dalle parti di Santo Stefano d’Aveto crescono porcini, galletti, mazze di tamburo e colombine. In Fontanabuona tra i castagneti di Lumarzo, Moconesi e fino a Torriglia sono tutti concentrati su porcini, colombine e i barbeixin. Quest’ultimo è un fungo che cresce ai piedi del castagno e viene messo sott’olio. Per chi al piacere di un cestino ricco vuole abbinare anche un panorama mozzafiato, si consiglia un tour nella zona del lago delle Lame e del lago di Giacopiane: dai laghi sono possibili diverse escursioni sul monte Bregaceto, che lo sovrasta, Prato Mollo, Monte Aiona e Monte Penna.
Anche in Riviera
Ancora più suggestive sono le passeggiate sul monte di Portofino, a Rapallo ai prati di Nozarego o a Chiavari nella zona di San Lorenzo dove però conviene attendere la stagione autunnale inoltrata per poter riempire i canestri visto che il clima risente dell’aria di mare non sempre congeniale alla crescita di funghi.
Alle spalle di Genova
«Fungaie» che non ti aspetti proprio dietro alla città e nella sua campagna. Genova è particolare anche in questo, tanto che nelle colline che cingono la città, nelle zone intorno agli antichi forti e anche sui promontori affacciati sul mare, crescono funghi in diverse qualità ed anche in abbondanza.
A Sant’Ilario, per esempio, dove la produzione è limitata ma la qualità altissima. Ovoli e porcini fanno la loro presenza in buona parte dell’anno sopra a Voltri, nel comune di Mele ma anche in Valpolcevera oltre Pontedecimo tra Camporone e Mignanego. Qui castagni e faggi creano il sottobosco migliore per porcini e ovoli. Senza dimenticare la Valle Scrivia: Busalla, Ronco Scrivia, Casella, Crocefieschi sono tutte zone di boschi di castagno rinomati per la prelibatezza dei loro porcini spesso aiutati nella crescita da un sottobosco ancora pulito dal lavoro degli ultimi amanti del territorio. Tornando oltre il Passo dei Giovi non va dimenticata l’alta Val Bisagno con le località di Trapena, Bargagli, Traso dove nascono tanti funghi ma è consigliabile recarsi solo se in ottime condizioni fisiche visto che ci si potrebbe imbattere in zone scoscese e addirittura pericolose. Va ricordato che nel Comune di Genva la raccolta dei funghi non è soggetta a particolari limitazioni se non quelle della legge regionale mentre i comuni dell’entroterra si regolano in maniera autonoma.
Monte Beigua
Il Parco naturale regionale del Beigua è un’altra fetta di paradiso che la Liguria regala e che sale dai 300 metri del Comune del Sassello fino ai 1.287 del monte Beigua. Sia il versante esposto a sud, verso il mare, sia il versante esposto a nord sono interamente ricoperti di boschi: si va dal querceto termofilo al castagneto, dalla faggeta pura alla macchia mediterranea. Consigliato battere i terreni intorno alla zona di Palo (720 metri sul livello del mare). Generalmente in queste le buttate iniziano dai boschi misti più in alto, poi le nascite proseguono sino ai primi di novembre scendendo nei castagneti più soleggiati: si trovano porcini, ovoli, finferli, prataioli e chiodini.
Per la raccolta dei funghi nel parco del Beigua occorre un tesserino giornaliero che costa 8 euro oppure una tessera stagionale il cui prezzo varia in base allo status di residenti o meno.
Triora e i luoghi dell’imperiese
Castagneti e faggeti ideali per i porcini si trovano nei boschi che salgono da Triora verso il Monte Ceppo e sul colle di Nava in provincia di Imperia. Scendendo più a valle nella zona di Aquila d’Arroscia i boschi di quercia sono ideali per la raccolta di ovuli.