Una mappa dei locali fracassoni

È ancora scontro tra il Comune di Milano e i locali notturni troppo rumorosi. Alcuni bar della zona Navigli hanno richiesto di poter suonare musica dal vivo oltre il limite delle 23,30. Limite stabilito in accordo con le autorità di Palazzo Marino, ma l’assessore al Commercio, Roberto Predolin, ha dato parere contrario. «Per noi è più che sufficiente così. Quanto alle discoteche all’aperto, stiamo verificando che, pur essendo in regola, non creino disturbo ai residenti», ha spiegato l’assessore, aggiungendo che è in atto una mappatura delle situazioni che creano maggiore disagio ai cittadini.
Quartieri che protestano per il volume eccessivamente alto fino alla una di notte. Questa la denuncia che giunge dal consigliere comunale Laura Molteni, Lega Nord. «Per i residenti delle case intorno alla piscina Caimi, che fa suonare musica fino a tardi, è impossibile dormire, vista anche la struttura che fa da amplificatore».
Problema che sembra ben lontano da una soluzione, quello dei «decibel in eccesso» nelle notti meneghine: dai Navigli a corso Como, da Brera a corso di Porta Romana. La giunta comunale si è ripromessa di combattere i «fracassoni» attraverso decisioni che hanno suscitato qualche polemica. Come, ad esempio, lasciare aperti fino alle prime luci dell’alba i locali e togliere sedie e tavolini dalle strade fin dalle due. Si garantirebbero, così, uscite scaglionate dei clienti e si eviterebbero fastidiosi ingorghi. Un’operazione che inizierà il 15 luglio.