María Ginard Martí

Nacque a Llucmajor, isola di Maiorca, nel 1894, terza dei nove figli di un capitano della Guardia Civil. Trasferitasi la famiglia a Palma di Maiorca, le donne di casa si diedero a confezionare cappellini per signora su ordinazione per meglio far quadrare il bilancio della numerosa prole. María, che sentì attrazione per la vita religiosa fin dalla prima comunione, cominciava la sua giornata con la messa. Nel 1921 ebbe dal padre il permesso per entrare nelle Suore Zelatrici del Culto Eucaristico col nome religioso di suor María de los Angeles. Fu mandata a Madrid, poi a Barcellona e di nuovo a Madrid come amministratrice del suo convento. Qui la colse lo scoppio della guerra civile nel 1936. Le suore erano costrette a vestire in borghese quando dovevano uscire dal convento per qualche motivo. Vedevano le fiamme salire dalle chiese incendiate e aspettavano il momento per scappare. Fecero giusto in tempo, fuggendo travestite e alla spicciolata. La Ginard Martí trovò rifugio presso amici e poté contemplare dalla finestra il saccheggio del suo convento, comprensivo della distruzione fanatica di tutte le immagini sacre. Fu il portinaio, anarchico, ad avvertire i miliziani che nel suo palazzo stava nascosta una suora. I miliziani vennero e arrestarono la prima donna che aprì loro la porta. La suora, fattasi avanti, chiarì l'equivoco e si consegnò. La spintonarono fino alla località detta Dehesa de la Villa (chiamavano poeticamente «passeggiatine» queste camminate che imponevano, armi spianate, alle loro vittime). Giunsero a destinazione all'imbrunire e subito fecero fuoco.