María Romero Meneses

Nacque nel 1902, figlia di un ministro del governo repubblicano del Nicaragua. Per lei era pronto uno splendido avvenire ma si fece suora salesiana e fu mandata a insegnare nel collegio che la sua congregazione teneva in Costa Rica, a San José. Quel collegio raccoglieva le ragazze della migliore borghesia, ma la Romero aveva anche altro per la testa: cioè, la lezione di don Bosco, che non trascurava i più poveri. Con l’aiuto delle sue discepole, selezionate tra le sue allieve più interessate al suo progetto, andava a cercare le fanciulle più disagiate anche fuori città. Riuscì a creare addirittura una intera città per i più poveri, dove ogni famiglia aveva una casetta tutta sua. E a far costruire una chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice (patrona della sua famiglia religiosa, le Figlie di Maria Ausiliatrice) in pieno centro a San José. Il governo costaricano arrivò a concederle la cittadinanza onoraria e, dopo la sua morte, a intitolarle una strada. La Romero morì d’infarto nel 1977. Molti sono i miracoli testimoniati durante la sua vita. Quello necessario alla beatificazione (cioè, dopo la morte) lo racconta Saverio Gaeta nel suo libro Miracoli. Quando la scienza si arrende (Piemme) e ripreso sul n. 41 della rivista Il Timone. Nel 1994 a una ventisettenne costaricana alla sua terza gravidanza l’ecografia sentenziò: labbro leporino e palatoschisi. Venne attivato un centro ultraspecialistico di Dallas, ma la risposta era sempre quella. La donna decise di andare avanti, nel frattempo tutti i giorni messa e comunione, più preghiere a suor Romero. María le nacque sanissima.