«Maramao», Boncompagni lascia la Venier

Ascolti in crisi, il regista lascia: «Sono più adatto alla terza serata». La presentatrice: «Tornerò a fare le cose che mi appartengono»

da Milano

Può succedere, loro ci hanno provato. Ieri Gianni Boncompagni ha annunciato di aver fatto le valigie da Maramao, quelle due orette di Mara Venier spalmate dentro Domenica In e delle quali era nientemeno che autore, regista e scenografo. La decisione, per la verità inattesa, è stata comunicata al direttore di Raiuno Del Noce e al capostruttura Liofredi.
Naturalmente, il tutto è avvenuto «nella massima serenità» come serenamente Boncompagni ha poi dato la sua versione. «Io ormai sono uno da seconda e terza serata. Un tempo ero bravissimo a fare le domeniche popolari con il 50 per cento di share. Poi con il passare degli anni, sono diventato più adatto alla prima serata, poi alla seconda, poi alla terza. È stato - ha detto scherzando - un processo naturale di invecchiamento. Maramao è stato un errore di marketing che può succedere a tutti: meglio alla prima puntata che più avanti». Anche Mara Venier ha usato toni democristiani: «Sono dispiaciuta ma rispetto Gianni. Se lui non se la sente, se si sente più adatto a un altro tipo di programma, di terza serata come mi ha detto, che ci posso fare?».
Poi però ha fatto il punto della situazione e, tra le righe, sembra di capire che l’abbandono di Boncompagni non le abbia fatto stracciare le vesti: «Ora tornerò a fare le cose che facevo prima, che mi appartengono. Devo trovare però una soluzione per differenziarmi dalle altre parti della nuova Domenica in».
In effetti, il loro incontro era subito sembrato quantomeno improbabile. Mara la nazionalpopolare con Boncompagni il grande vecchio cinico. Mara la vaporosa, Gianni il disincantato.
E guardando in scena il risultato della loro collaborazione, provando a seguire i cento marinai sciamannati e biancovestiti che fanno da claque agli interventi della Venier, l’effetto era straniante. D’altronde i risultati d’ascolto non sono stati eclatanti, con Maramao nettamente perdente sui concorrenti (Costanzo e Ventura) e la critica non esaltante. Insomma la joint venture Venier-Boncompagni sembrava essere tra i pochi anelli deboli di una Rai in clamoroso trionfo di share. Quindi la separazione.
Ora Gianni Boncompagni, grande sperimentatore, si darà da fare per l’annunciato progetto di terza serata. E Mara Venier dovrà cercare di «riposizionare» la sua trasmissione con la preoccupazione di non avvicinarsi troppo a quanto già fanno in onda Massimo Giletti e Luisa Corna. Entrambi, dunque, avranno il loro bel daffare. E anche se, come si è ostinato a ripetere il capostruttura Massimo Liofredi, «non ci sono stati drammi, liti o bufere, c’è stato un confronto sereno e costruttivo», Domenica in è già azzoppata. «Squadra che vince non si cambia, saremmo folli. Cercheremo di rafforzare il progetto per renderlo più inerente al pubblico di Raiuno e con Mara è molto più facile arrivare a quel tipo di spettatore». Insomma, si ritorna alle origini e la rifondazione di Maramao non sarà altro che il ritorno del «format» a quelle che sono le ben note richieste del pubblico pomeridiano di una domenica autunnale: niente sperimentazione, ma solo divertimento e pacato disimpegno. Ma, scusate, era così difficile capirlo prima?